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Tutti gli Oblivion (o quasi) in dieci minuti

42,885 views 4 years ago
http://www.notiziariodellea...
E finalmente eccoveli qua a Varese, in carne ed ossa - oltre che nella video intervista in esclusiva per il Notiziario delle associazioni - questi Oblivion, che con uno tsunami virale sul web sono sbarcati in pochi mesi da YouTube ai grandi palcoscenici teatrali in giro per lItalia.
I loro celeberrimi Promessi Sposi in 10 minuti hanno ormai toccato 750 mila visite tra i frequentatori del più popolare strumento in rete per condividere video: e tutti i commenti lasciati sono all'insegna di un genuino entusiasmo, dovuto all'indubbia bravura con cui i cinque artisti incantano e divertono, sintetizzando in musica, parole e azioni sceniche una monumentale opera letteraria. Un'operazione culturale che dovrebbe essere riconosciuta meritoria anche dal Ministero dell'Istruzione, visto che grazie a loro d'ora in poi Manzoni sarà molto più digeribile per i numerosissimi studenti fruitori di YouTube. Molto meglio di un Bignami, sicuramente.
Proprio questo improvviso e forse inaspettato successo li ha sospinti quest'estate per la prima volta in un teatro milanese di grande tradizione artistica (il Franco Parenti, dove sono restati un mese) e poi in una lunga tournée con questo Oblivion Show, che sabato 13 febbraio ha fatto tappa al Teatro di Varese e che oltre a portare in massa nelle sale tutti i loro fan su Internet li ha fatti conoscere al pubblico più tradizionale.
Perfino un attore e autore di sicura fama come Gioele Dix ha scoperto e riconosciuto le loro doti di eclettici musicisti-attori, firmando la regia di uno spettacolo che evidenzia a 360 gradi tutta la loro bravura di competenti frequentatori del pentagramma, ma anche di mimi, ballerini, scenografi e quant'altro entri nel potente frullatore della loro onnivora conoscenza musicale, teatrale e letteraria.
Ed è sorprendente come passando vorticosamente dal Manzoni al Quartetto Cetra, dai Beach Boys a Sheakespeare, con cambi di tempo a singhiozzo che sono il loro vero marchio di fabbrica e il sigillo della loro bravura (geniale l'invenzione del cazzotto sul giradischi che asseconda i loro virtuosismi vocali e mimici sincopati), tutto si nobiliti in uno spessore culturale ricercato e raffinato, che non manca di rileggere storia e cronaca di oggi con grande intelligenza e sincerità.
Se si pensa che se fossero rimasti al verdetto di quella malaugurata audizione a X Factor di due anni fa in cui erano stati bocciati senza appello alle pre-selezioni forse avrebbero fatto a tempo pieno quello che comunque continuano a fare benissimo (nonostante gli attuali moltiplicati impegni): gli insegnanti di recitazione, canto e danza per ragazzi che prima che diventare famosi vogliono provare a diventare artisti.
Ma forse, come ci spiegano nell'intervista, è stato grazie a quella disperazione che hanno provato ad avere piena fiducia nella Rete, che li ha ripagati alla grande. Sarebbe bello se questi somari in TV e professori in teatro e nella vita sullo slancio arrivassero fino ai palcoscenici più lontani, dove qualcuno potesse annunciarli a squarciagola con il fatidico "ladies and gentlemen ... the Oblivioooooon !". Se lo meriterebbero davvero.
Per ora i Fab Five - che nella nostra intervista sono rimasti in tre (Graziana Borciani, Fabio Vagnarelli e Davide Calabrese), a pochi minuti dallo spettacolo, in impaziente attesa dei due ritardatari (Francesca Folloni e Lorenzo Scuda) si augurano ancora tanto teatro in tutta Italia e una sempre più crescente visibilità che gli consenta di continuare a mettersi in gioco al meglio delle loro potenzialità. E magari continuando a prescindere da questa televisione miope e presuntuosa.
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E finalmente eccoveli qua a Varese, in carne ed ossa - oltre che nella video intervista in esclusiva per il Notiziario delle associazioni - questi Oblivion, che con uno tsunami virale sul web sono sbarcati in pochi mesi da YouTube ai grandi palcoscenici teatrali in giro per lItalia.
I loro celeberrimi Promessi Sposi in 10 minuti hanno ormai toccato 750 mila visite tra i frequentatori del più popolare strumento in rete per condividere video: e tutti i commenti lasciati sono all'insegna di un genuino entusiasmo, dovuto all'indubbia bravura con cui i cinque artisti incantano e divertono, sintetizzando in musica, parole e azioni sceniche una monumentale opera letteraria. Un'operazione culturale che dovrebbe essere riconosciuta meritoria anche dal Ministero dell'Istruzione, visto che grazie a loro d'ora in poi Manzoni sarà molto più digeribile per i numerosissimi studenti fruitori di YouTube. Molto meglio di un Bignami, sicuramente.
Proprio questo improvviso e forse inaspettato successo li ha sospinti quest'estate per la prima volta in un teatro milanese di grande tradizione artistica (il Franco Parenti, dove sono restati un mese) e poi in una lunga tournée con questo Oblivion Show, che sabato 13 febbraio ha fatto tappa al Teatro di Varese e che oltre a portare in massa nelle sale tutti i loro fan su Internet li ha fatti conoscere al pubblico più tradizionale.
Perfino un attore e autore di sicura fama come Gioele Dix ha scoperto e riconosciuto le loro doti di eclettici musicisti-attori, firmando la regia di uno spettacolo che evidenzia a 360 gradi tutta la loro bravura di competenti frequentatori del pentagramma, ma anche di mimi, ballerini, scenografi e quant'altro entri nel potente frullatore della loro onnivora conoscenza musicale, teatrale e letteraria.
Ed è sorprendente come passando vorticosamente dal Manzoni al Quartetto Cetra, dai Beach Boys a Sheakespeare, con cambi di tempo a singhiozzo che sono il loro vero marchio di fabbrica e il sigillo della loro bravura (geniale l'invenzione del cazzotto sul giradischi che asseconda i loro virtuosismi vocali e mimici sincopati), tutto si nobiliti in uno spessore culturale ricercato e raffinato, che non manca di rileggere storia e cronaca di oggi con grande intelligenza e sincerità.
Se si pensa che se fossero rimasti al verdetto di quella malaugurata audizione a X Factor di due anni fa in cui erano stati bocciati senza appello alle pre-selezioni forse avrebbero fatto a tempo pieno quello che comunque continuano a fare benissimo (nonostante gli attuali moltiplicati impegni): gli insegnanti di recitazione, canto e danza per ragazzi che prima che diventare famosi vogliono provare a diventare artisti.
Ma forse, come ci spiegano nell'intervista, è stato grazie a quella disperazione che hanno provato ad avere piena fiducia nella Rete, che li ha ripagati alla grande. Sarebbe bello se questi somari in TV e professori in teatro e nella vita sullo slancio arrivassero fino ai palcoscenici più lontani, dove qualcuno potesse annunciarli a squarciagola con il fatidico "ladies and gentlemen ... the Oblivioooooon !". Se lo meriterebbero davvero.
Per ora i Fab Five - che nella nostra intervista sono rimasti in tre (Graziana Borciani, Fabio Vagnarelli e Davide Calabrese), a pochi minuti dallo spettacolo, in impaziente attesa dei due ritardatari (Francesca Folloni e Lorenzo Scuda) si augurano ancora tanto teatro in tutta Italia e una sempre più crescente visibilità che gli consenta di continuare a mettersi in gioco al meglio delle loro potenzialità. E magari continuando a prescindere da questa televisione miope e presuntuosa. Show less

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