Loading...

Perché Dollar Shave Club vale per Unilever 1 miliardo?

144 views

Loading...

Loading...

Transcript

The interactive transcript could not be loaded.

Loading...

Rating is available when the video has been rented.
This feature is not available right now. Please try again later.
Published on Jul 22, 2016

In questo video Stefano Daelli, Head of Strategy & Content di Market Revolution, ha commentato l’acquisizione da parte di Unilever di Dollar Shave Club, ed è stata anche l’occasione per tornare a parlare del tema dei “Brand Verticali Nativi Digitali”.

Due giorni fa Unilever ha annunciato l’acquisizione di DSC per una cifra che si pensa essere di 1 miliardo di dollari. Si tratta di un brand statunitense fondato nel 2012 di prodotti maschili per la cura del corpo commercializzati online con un modello ad abbonamento. Dall’altra parte invece c’è Unilever, multinazionale del largo, con una portafoglio di 400 brand, 53 miliardi di fatturato e ricavi netti per 5,3 miliardi di euro.

La prima cosa interessante da notare è che questa acquisizione non rappresenta un caso isolato ma fa parte di una strategia più ampia. Infatti nel 2014 sono stati investiti più di 400 milioni, ma già 2 miliardi nel 2015 2 miliardi per 6 acquisizioni di cui 5 di brand legati alla cura della persona. La sesta invece è stata Grom che abbiamo analizzato su Market Revolution.

Ma quindi la domanda è: quali sono le ragioni di questo investimento? Solo per avere in portfolio il 401esimo brand? Probabilmente no. Ma ragionando su questo tema sono 6 le principali motivazioni dietro questa operazione:

1. Modello di business: Unilever non ha acquisito un’azienda o un brand ma un modello di business estremamente innovativo, in particolare per il settore del largo consumo. In prima battuta significa avere trovato la formula magica per “adattare” il modello ad abbonamento al Largo Consumo e ci è riuscito anche grande ad una struttura completamente integrata verticalmente: dallo sviluppo prodotto, alla creatività, alla tecnologia, al marketing, alla distribuzione.
2. Brand: in un’epoca in cui prodotti fast moving faticano ad essere rilevanti per i consumatori, DSC è addirittura riuscita a costruire un lifestyle brand gli sappia ispirare. Questo anche perché è nato dentro ai canali e ai codici di comunicazione che i consumatori di oggi utilizzano
3. Consumatori: DSC è una macchina che macina informazioni sui consumatori. In questo senso avere un’integrazione verticale e il controllo dei canali gli permette infatti una conoscenza e una relazione diretta dei consumatori, dove invece Unilever è quasi sempre intermediata.
4. Numeri: anche se è un’azienda non ancora profittevole i numeri proiettati sono molto interessanti. In particolare il 15% del mercato, ma soprattutto il 3,2 milioni di membri, ovvero clienti ricorrenti, che proiettano il fatturato del 2016 a oltre 200 milioni.
5. Competenze: non può essere altro che un team spettacolare quello che in 4 anni ha realizzato questo capolavoro di business. IN particolare ha dato prova di visione, execution, cura dei dettagli, comprensione chiarissima del nuovo modo di fare marketing, il tutto ad una velocità pazzesca
6. Competitori: con P&G sempre alla porta, ci sarebbe sempre stato il rischio che quest’acquisizione da parte loro avrebbe ancora di più rafforzato la posizione di leadership.

Ricapitolando, è chiaro come si sia ancora agli inizi dei questo grande movimento di ripensamento e riorganizzazione del retail, ma quello che emerge - anche dal nostro prossimo report che pubblicheremo a settembre - è che il ruolo di questi brand verticali sarà da protagonista.

Seguici su:
Facebook: https://www.facebook.com/marketrevolu...
Linkedin: https://www.linkedin.com/company/mark...

Oppure iscriviti alla nostra newsletter settimanale: http://eepurl.com/uomxP

Loading...

When autoplay is enabled, a suggested video will automatically play next.

Up next


to add this to Watch Later

Add to

Loading playlists...