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Questione di numeri - Mercoledì 23 ottobre 2013 - Carlo Renzi

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Streamed live on Oct 23, 2013

Osservavo la data di oggi, è il 23 ottobre del 2013 , tradotto in numeri 2, 3, 1, 0, 2, 0, 1, 3, una data strana, io di numeri non capisco niente ma se ci fosse un esperto di numeri magari ce ne parlerebbe per due ore. Già lo zero mi mette in crisi, l'uno non ne parliamo, con il due già comincia ad andare un po' meglio.
Questa storia dei numeri mi ha sempre appassionato perché il numero ha una caratteristica rispetto alle altre scienze che è infinito, io da bambino cercavo di immaginare il numero ultimo e non ci riuscivo perché non esiste.
C'era questo fascino dell'infinito che in altre scienze non trovavo, era come l'universo, era una cosa enorme.
Questi numeri che poi potevi combinare in tanti modi ed erano sempre diversi, miliardi, infinite combinazioni.
Poi ho cercato di capirci un po' di più. Lo zero! Chi ha inventato lo zero, l'ha inventato anche per una praticità di calcolo, lo zero è stata una grossa innovazione.
Penso che quello che ha inventato lo zero doveva essere un illuminato per concepire lo zero.
L'uno lo vedi ma lo zero non lo vedi. Ma lo zero come l'hanno fatto? A forma di uovo!
È un uovo lo zero, ma sarà casuale o è stato fatto apposta? Dall'uovo che nasce? Tutti gli altri numeri.
Nasce l'uno e sta lì da solo, dice: "io sono l'uno e ora che faccio?". L'uno che fa? Per non stare tanto da solo ne fa un altro, però la cosa strana è che a livello esoterico, fa un altro uno, non diventano due, diventano due uno.
Qui tra poco diventiamo tutti matti.
Perché il bello è questo, che l'uno fa un altro uno e poi, se noi andiamo a leggere le scritture sacre, ti dicono questo, prima c'era il nulla, lo zero, lo zero che ha partorito un'energia che si è riprodotta e le scritture sacre lo chiamano Dio, io lo chiamo energia, ma quello non è che ha fatto un secondo, ha fatto un altro uno perché ha detto che l'ha fatto a sua immagine e somiglianza, quindi se quello era uno, avrà fatto un altro uno.
E sono andati avanti così, tanti uno, ad un certo punto che è successo?
Che l'uno è diventato due e io il due lo capisco meglio perché io vivo nel due, non vivo nell'uno, vivo nel mondo del duale, vivo nella contrapposizione, vivo nel contrasto.
Io lo so di non vivere nell'uno, allora il due lo comprendiamo molto meglio perché il due è la dualità, l'uno però esiste nella nostra vita, e dove sta questo uno?
Allora passiamo tutta la vita alla ricerca di questo uno che per il simbolismo dei chakra secondo me, a mio modo di vedere, sta in quell'elefantino nero del primo chakra.
Non a tutti ho parlato dell'elefantino nero, che è un'immagine bellissima. Nel primo chakra, nel simbolismo c'è un elefantino nero, non è che nei chakra c'è un elefante, è simbolico, non state a pensare che abbiamo un elefante dentro il chakra.
Sta a simboleggiare la nostra memoria inconscia cioè tutte quelle cose che noi abbiamo dentro, che conosciamo, ma delle quali non ci rendiamo conto.
E quello è l'elefante nero, è nero perché non le vediamo, allora per tutta la vita cerchiamo di levare questo nero, ma un po' ne leviamo, un po' ci si ricopre e non riusciamo mai a vedere chiaramente quello che c'è dentro quest'elefante.
Io sono sicuro che l'uno sta lì dentro però ancora non sono riuscito a vederlo, me lo immagino, so che è una cosa meravigliosa però sta lì dentro e quindi non è la mia vita, anche se so che c'è, anche se probabilmente, sicuramente, in qualche modo influenza la mia vita anche se io non ne sono cosciente, però è lì nascosto, non è il due.

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