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Pietro Parisi - Un cuoco contadino

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Published on May 24, 2013

Pietro, ragazzo vesuviano dal sorriso aperto e spontaneo è un giovane brillante che dopo alcune prestigiose esperienze in Italia, Francia, Svizzera e negli Emirati Arabi al Burj al-Arab, alla corte di "mostri sacri" della cucina internazionale quali Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi, è tornato in Campania per aprire il suo ristorante-laboratorio del gusto "Era Ora" a Palma Campania in provincia di Napoli, un'area che, prima del suo arrivo, era tagliata fuori dal circuito della buona cucina.
Divertente giocoliere, Pietro é appassionato di sapori e profumi legati alla sua infanzia. Il profumo del ragù della nonna Nannina, che alla domenica avvolgeva la sua casa fin dalle sette del mattino, quello delle polpette di carne di vacca podolica al sugo di pomodoro San Marzano, e le candele spezzate in salsa di "genovese", vanto della cucina napoletana, ottenuta con purea di cipolla bianca e carne di vitello stufata.
Ma ciò che rende Pietro davvero speciale, é la ricerca dei prodotti di stagione, che seleziona personalmente dai suoi amici contadini, cercando di sostenere lavoratori e prodotti locali.
L'asso nella manica di questo giovane "cuoco contadino" è la grande tecnica acquisita, scegliendo di applicarla ai prodotti della sua terra. Pietro, da prodotti poveri "a chilometro zero", crea i famosi boccaccieli, dei barattoli di vetro contenenti prodotti in conserva che diventano dei veri e propri piatti come il "must dish" del momento - La Parmigiana di Melanzane Cotta al Vapore - un'emozione unica di sapori e profumi.

Di se stesso dice...
"Al centro del mio lavoro c'è spesso il riuso di tutto ciò che in cucina viene considerato scarto. Bucce, gambi, foglie, acquistano nuova vita.
Così, si fa emergere il lavoro dei produttori, insegnando una cultura profonda di rispetto verso la natura e i suoi frutti. Sono, per educazione e scuola, contrario a qualsiasi spreco, perché spesso è nelle parti meno nobili che si celano i sapori veri."
"Il rapporto con i "vecchi" contadini è di continuo stimolo, aiuta a non perdere il contatto con la loro realtà, con la loro esperienza. Girando lo sguardo ritrovo poi le persone che mi stimolano diversamente, i clienti del ristorante, che mi indicano nuove strade da percorrere. Insieme, compongono la mia idea, unire passato e presente, rispettando le tradizioni, reinterpretandole con le tecniche che ho appreso e che intendo continuare a sviluppare."

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