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Aumenta in noi la fede - XXVII Domenica del T.O.

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Published on Oct 4, 2019

L’inizio del cap XVII di Luca l’ho citato qualche domenica fa parlando dei preti pedofili. Gesù parla alla folla e la mette in guardia contro l’occasione di scandalo ma nello stesso tempo chiede di essere accoglienti e uomini di perdono Tutto questo crea tensione: estrema severità e misericordia infinita. Allora coloro che lo seguono e intuendo che tipo di uomini devono diventare lanciano un appello che durante i secoli sale dal cuore di tutti i discepoli: “Aumenta in noi la fede!”.

La fede è la fiducia in una persona che illumina il cammino senza sapere l’itinerario ne il modo di camminare. Andiamo con Lui sulla strada. “Io sono la via”.
I discepoli ci hanno trasmesso questo messaggio di Gesù che a volte ci sembra paradossale e qualche volta addirittura contradetto dal Vangelo.
“Quando avrete fatto tutto ciò che vi è prescritto dite: Siamo servi inutili, abbiamo fatto tutto ciò che ci era prescritto”. Gesù sembra dire: “ E’ la fede che vi manca, ne avete meno di un granello di senape”. E’ la fede in voi stessi che vi manca. E dopo non prendetevi la gloria perché non avete fatto che il vostro dovere, ciò che la vostra fede vi impegna a vivere”.
“Servi inutili” Quale durezza ma anche quale calore affettuoso nei cap. XII, 17, “Beati quei servi che il padrone troverà svegli….Lui stesso gli servirà a tavola”. Il grano di senape è lo stesso segno preso come immagine del Regno. Quel regno che i settantadue discepoli devono annunciare. Ogni inizio è piccolo come un granello di senape, anche la fede.
Gesù gioca sulle parole e le situazioni per far capire il senso e aprire l’intelligenza del cuore.
La pedagogia paradossale di Gesù ci squilibra come camminando siamo obbligati a lasciare la stabilità di un piede per rischiare di avanzare con l’altro.
Il servitore che alla sera viene trattato come colui che semplicemente ha fatto ciò che doveva fare non è trattato come un servitore ma come un amico.. Lo dice chiaramente San Giovanni quando il Maestro si cinge i fianchi con l’asciugamano e lava i piedi ai suoi discepoli. Alla fine dichiara di aver loro confidato tutto ciò che il Padre gli ha detto: non li chiama più servi ma amici.
La fede appare intimamente legata al senso del servizio gratuito. “Non aspetto altra ricompensa che quella di aver fatta la Vostra Santa Volontà” prega Sant’Ignazio.
Come il Padre manda il Figlio senza condizioni, il Maestro manda i discepoli per questo amore gratuito che fa dell’uomo l’immagine del suo Creatore. La fede rende liberi di amare senza contraccambio e il servo inutile.
Nel Regno niente privilegi, né ranghi d’onore, solo una gerarchia di servizio! “Colui che vuol essere il più grande sia come colui che serve.
C’è molto da fare per mostrare al mondo la realizzazione nella storia delle Chiese e degli uomini.
Ma nella fede non c’è spazio per la riconoscenza e la gratitudine?

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