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Ozonoterapia - Cos’è e a cosa serve

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Published on Dec 6, 2018

Il dottor Ariodante Bonfatti Sabbioni, anestesista rianimatore e ozonoterapista del Centro Medico Santagostino ci parla dell’ozonoterapia: in cosa consiste, a cosa serve, quali sono le principali applicazioni mediche.

CHE COS'È L’OZONOTERAPIA?
L’ozonoterapia è a tutti gli effetti una terapia medica, che può essere a volte complementare di altre terapie convenzionali. L’ozono ha un’azione analgesica e antiinfiammatoria efficace nel trattamento delle patologie vertebrali.

È infatti utilizzata tipicamente come terapia per i dolori di schiena, al collo e dolori lombari. In realtà l’ozono, che è un gas derivato dall’ossigeno, ha molte altre applicazioni in medicina.

Nello specifico, l’ozono medicale è una miscela ossigeno-ozono: poiché l’ozono è un gas altamente instabile, la miscela viene preparata immediatamente prima dell’uso.


A COSA SERVE L’OZONOTERAPIA?

PATOLOGIE VERTEBRALI
Nelle patologie vertebrali, l’indicazione principale a questo trattamento è nell'ernia del disco, sia a livello lombare che cervicale. In questi casi la terapia può portare al riassorbimento dell’ernia e quindi alla guarigione definitiva.
In generale può essere efficace in tutte quelle condizioni nelle quali vi siano sintomi dolorosi causati da patologie a livello delle strutture discali e articolari della colonna vertebrale: quadri di artrosi, discopatie, contratture a tutti i livelli vertebrali. L’ozonoterapia permette un controllo del dolore, rimandando nel tempo e riservando solo ai casi più gravi la soluzione chirurgica.
L’ozonoterapia è anche consigliata nel trattamento di dolore residuo dopo chirurgia vertebrale.


UTILIZZO PER CONTATTO
L’Ozono può essere applicato, con degli appositi sacchetti, sulle ulcere della cute là dove questa tende faticosamente a guarire. Per contatto si può anche insufflare l’ozono, immettendo la miscela con dei sondini in maniera del tutto indolore a livello vescicale: le sue proprietà antibatteriche e antifungine contrastano le forme di cistite recidivante, quelle più resistenti alla terapia antibiotica convenzionale.
Altra modalità di utilizzo per contatto è attraverso l’applicazione per via rettale, in quelle forme di cosiddetta disbiosi, ovvero quei casi dove le comuni terapie non riescono a contrastare forme colitiche o infiammatorie e dove sono presenti emorroidi o ragadi.

UTILIZZO PER INIEZIONE
Altre applicazioni dell’ozono avvengono attraverso iniezione, ovvero immettendo la miscela sottopelle, intramuscolo o intrarticolare. In questo modo viene sfruttata la capacità dell’ozono di combattere, contrastare sostanza che danno infiammazione o dolore. Tipico è l’utilizzo per infiltrazione nella traumatologia sportiva, quindi per dolori articolari tipo artrosi, o problemi tendineo-muscolari.

UTILIZZO PER VIA SISTEMICA
Un’ultima interessante applicazione dell’ozonoterapia è quella per via sistemica, cioè sul sangue: in sostanza si fa un prelievo perlopiù nella piega del gomito, si prende una modesta quantità di sangue, si mescola all’ozono e lo si reintroduce. Questa pratica ripetuta per una decina di volte contribuisce in svariate maniere al benessere dell’organismo: si stimolano i globuli rossi agevolando la capacità dei globuli rossi di cedere ossigeno ai tessuti periferici molto più facilmente.
È quindi utilizzata come terapia in tutte quelle malattie che comportano una carenza di ossigeno periferico, malattie da insufficienza circolatoria arteriosa, malattie da insufficienza respiratoria cronica o, in generale, come supporto all’organismo nella capacità di resistere alla fatica.
Anche nelle patologie degenerative infiammatorie croniche, cioè in quelle che coinvolgono un po’ tutto l’organismo, collegate magari a radioterapia o a chemioterapia, o in malattie sistemiche di origine ancora poco nota come la fibromialgia o la sindrome da stanchezza cronica.

CONTROINDICAZIONI
L’ozonoterapia è una terapia compatibile con qualsiasi altra terapia di tipo convenzionale: un’unica controindicazione assoluta c’è per i pazienti che sono affetti da favismo ed è una terapia che si può praticare a livello ambulatoriale con una durata di applicazione che va da un minimo di 10 minuti (modalità di somministrazione – infiltrazione) ai 30-40 minuti per la somministrazione per via sistemica.


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