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[Qui Lecco Libera] Incontro con Angelino Alfano

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Uploaded on Mar 19, 2010

Una lezione di civiltà. Tutto qui. Nessuna interruzione di comizi elettorali, come il preoccupatissimo Questore temeva, nessun contatto con i provocatori del Popolo della Libertà, nessuno scontro con la scorta (privata e pubblica) del Ministro Angelino Alfano. La normalità, nel regime dei distratti, è percepita come fastidiosa esibizione di se stessi, rottura di coglioni, attentato alla Democrazia. Il rovesciamento è continuo e crescente. La libertà è diventata censura, corruzione, sfottò delle minoranze e palese violazione di regole elementari; la legalità sè trasformata in manganello legislativo del prevaricatore a danno degli ultimi (migranti, precari, lavoratori, giovani); la dignità è mutata in servilismo, qualità intrinseca per chi vuol sopravvivere strappando qualche prebenda al Padrone di turno (lo diceva bene Nadia Urbinati su La Repubblica qualche giorno fa).

Nel frullatore squilibrato del significato accadono cose strane, vergognose e inaccettabili. Accade, per esempio, che la massima autorità in tema di sicurezza il Questore divenga disponibilissimo interlocutore del potentato cittadino (per educazione, immaginiamo) e allo stesso tempo inflessibile e violento censore con una dozzina di cittadini inermi, incensurati, consapevoli e pacifici. Accade che le forze dellordine che contano decine e decine di morti ammazzati dalle mafie proteggano senza esitazione chi, prono, sordo o supino, incensa un mafioso omicida (Mangano) mentre diffama un eroe vittima della Camorra (Don Peppino Diana). Accade che quegli stessi cittadini onesti e pacifici vengano identificati su ordine dello stesso Questore che poco prima spingeva a destra e a manca persino ragazze del 92 per il semplice fatto dessersi permessi di rovinare lo show. Come se fossero loro la causa del declino o i criminali pericolosi da circondare. Il tutto condito dalleterna prontezza di riflessi quando è in gioco limpunità del proprio datore di lavoro o di chi vi bazzica attorno.

Angelino Alfano, nel bestiario italiano di cui abbiamo scritto e scriveremo, occupa una posizione di rilievo. Leggi vergogna, bavaglio alla stampa e alla magistratura, separazione delle carriere e discrezionalità dellazione penale, legittimo impedimento e processo breve, blocca processi e Lodo Alfano. Tutore dimpunità, campione di corte. Una corte privata che grava sulle spalle degli altri: i cittadini onesti.

Perciò gli abbiamo donato una copia della Costituzione. Labbiamo acquistata appositamente per lui. Unottima lettura estiva per chi ha necessità conclamata non di un ripasso come ci ha detto linteressato quanto invece di un approfondito studio. La bocciatura del Lodo che porta la sua firma ne è una disarmante dimostrazione.

Una dimostrazione di maturità, civiltà e consapevolezza, esercitata da cittadini liberi che hanno messo la faccia per dare ossigeno ai propri diritti e non per confezionare leggi ad hoc scritte da altri.

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