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Botta-risposta La Russa-Napolitano sul fascismo...

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Published on Sep 9, 2008

Le celebrazioni, a Porta San Paolo, per ricordare il 65° anniversario della difesa di Roma dalle truppe di occupazione naziste, e l'avvio della Resistenza militare e partigiana, si trasformano in una polemica politica sul fascismo fra il ministro della Difesa Ignazio La Russa (nella foto) e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"Farei un torto alla mia coscienza - esclama La Russa, alla presenza tra gli altri del Capo dello Stato - se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Rsi, soggettivamente dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli angloamericani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettivita' alla storia d'Italia".

Un vero e proprio omaggio ai fascisti della Repubblica di Salò che non piace per nulla a Napolitano, anche lui presente alla cerimonia. La Resistenza, precisa il Capo dello Stato, "andrebbe forse ricordata meglio, nella sua interezza e nella sua molteplicita' di straordinari esempi''. ''Per questo - spiega - parlo di un duplice segno della Resistenza: quello della ribellione, della volonta' di riscatto, della speranza di liberta' e di giustizia di tanti giovani che combatterono nelle formazioni partigiane sacrificando in non pochi la loro vita; e quello del senso del dovere, della fedelta' e della dignita' che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei 600mila deportati nei campi tedeschi che rifiutarono l'adesione alla Repubblica di Salò".

Il capo dello Stato ha incoraggiato poi a "rafforzare il comune impegno di memoria, di riflessione, di trasmissione alle nuove generazioni del prezioso retaggio della Resistenza". E ha esortato tutte le forze politiche ad "animare un clima di condiviso patriottismo costituzionale". "Tutte le componenti ideali, sociali, politiche, della societa' italiana - ha detto -, si possono trovare nel sentire come propria la Costituzione, nel rispettarla, nel trarne ispirazione".

Il presidente della Repubblica ha invitato quindi a "valorizzare questa partecipazione piu' di quanto non si stia gia' facendo, perche' essenziale e caratterizzante della Resistenza italiana accanto alla decisiva componente partigiana" e ha sottolineato "la comune volonta' di far rinascere l'Italia, al di la' delle divisioni fratricide del 1943-1945''. Un'Italia che, conclude, ''rinacque con l'edificazione di una nuova democrazia, quale fu quella disegnata nella Costituzione repubblicana".

A smorzare la polemica e', a fine cerimonia, lo stesso ministro della Difesa. ''Nessun contrasto, neanche il piu' larvato, col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano'' dice La Russa, invitando chi ''volesse cercare a tutti i costi polemiche pretestuose'' a leggere tutto il suo intervento, ''ampio, costante, grato omaggio e riconoscimento a quanti si immolarono in quell' 8 settembre per la liberta' e la democrazia''.

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