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Il viaggio dolce di Marina Plasmati

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Uploaded on Jul 25, 2010

Presentazione del 22 luglio 2010 a Castelfidardo -- Palazzo Mandolini -- del romanzo "Il viaggio dolce" della giovane scrittrice Marina Plasmati.

Si ringrazia per l'iniziativa Moreno Giannattasio, Assessore alla cultura del Comune di Castelfidardo, per la perfetta organizzazione Ludovica De Franceschi di Ideazione Studio Grafico e infine, per la splendida musica, Caterina Serpilli e Cecilia Sanchini dell'Harmonika Duo.

Sull'autrice
Marina Plasmati vive a Roma. Docente di lettere in un liceo, segretaria di redazione della rivista Átopon (www.atopon.it), è appassionata "fruitrice" di poesia. Nel 1998 ha pubblicato un'antologia dal titolo Il dono dello Spirito Santo. Testi dei Padri della Chiesa (Città Nuova Editrice). Nel 2000 ha vinto, per la sezione "Inediti", la X Edizione del Premio nazionale di letteratura per l'infanzia "Giacomo Giulitto" con l'opera Valentino senza san.

Sull'opera
Una sera di aprile del 1836 giunge in una villa alle pendici del Vesuvio un ospite di riguardo. Per lui è stata preparata una stanza con una scrivania affacciata su una grande finestra, come a casa di suo padre. Ma chi è costui? È un uomo malato, sofferente, che sorride pacato e ama ascoltare racconti, leggende e canti di villanelle. E in quei giorni, gli ultimi di pace prima dell'inizio del "viaggio dolce" che concluderà la sua esistenza, nuovi versi urgono dentro di lui: "Qui su l'arida schiena / Del fomidabil monte / Sterminator Vesevo, / ... / Odorata ginestra, / ...".

Dalla postfazione di Maria Pia Rosati
"Io credo che Marina Plasmati, attraverso il suo racconto degli ultimi mesi della vita di Giacomo sia riuscita a mettere i suoi potenziali lettori in contatto con la più profonda esperienza artistica del poeta Leopardi, che, crediamo, sia anche la sua più profonda espressione religiosa. Perché proprio quando la vita è al suo termine, lo spirito incontra lo spirito e si accede a quel senso profondo dell'essere che scaturisce dalla vita stessa e che pur va ben al di là della vita e della morte e le trascende. Lo diciamo con le parole di un'altra poetessa, Kathleen Raine, ci sono delle soglie del dolore che si oltrepassano nella vita, quando la propria vita personale è finita, e allora si crea una disponibilità, un'apertura, nella quale ci possiamo incontrare nello spirito universale, dove poter fare esperienza dell'unità del molteplice. Questa esperienza di cui ci parlano i mistici di ogni religione non è forse anche l'esperienza dell'amore che move il Sol e l'altre stelle con cui si conclude un altro viaggio, il viaggio spirituale iniziatico di Dante?"

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