Popolare canzone catalana, composta nel 1968 da Lluís Llach,
è imperniata sul dialogo fra l'autore stesso e il vecchio Siset,
nella realtà Narcis, un anziano del suo paese che da bambino
egli aveva avuto come compagno di pesca e maestro di vita.
L'estaca è il palo a cui tutti siamo legati, solo unendo le forze
di ciascuno potremo un giorno spezzare alfine quelle catene.
Una semplice metafora contro il regime franchista, tanto pura
ed ingenua quanto nobile e possente, fu l'ennesima lacrima
versata e l'ultimo chiodo piantato sulla bara della dittatura.
Divenuta poi la colonna sonora della lotta per la libertà di genti
in terre lontane, dalle sierras hondureñas alle università greche,
risuonò anche nelle vie di Danzica, nella sua versione polacca,
Mury di Jacek Kaczmarski, che è stato l'inno di Solidarność.
Tradotta praticamente in ogni lingua e dialetto del mondo,
la prima incisione pubblicata non fu l'originale ma quella
occitana, Lo Pal di Lou Dalfin, così troppe volte s'è omesso
di citarne la vera paternità, una petita reparació a l'oblit...
Il vecchio Siset mi raccontava
la mattina presto davanti al portone
mentre aspettavamo il sorgere del sole
e guardavamo i carri passare
Siset non vedi il palo
a cui siamo tutti legati?
Se non siamo in grado di liberarci
non potremo mai camminare da soli
- Se tiriamo tutti insieme cadrà
non può durare ancora a lungo
sicuro che cade cade cade
abbattuto dovrebbe esser già
Se tiro forte da questa parte
e anche tu forte da quell'altra
sicuro che cade cade cade
e noi saremo alfine liberi -
Ma Siset da tanto tempo ormai
le mie mani si stanno scorticando
e quando le forze mi abbandonano
il palo è ancora lì più alto e grande
Certo Siset lo so che è marcio
però pesa così tanto
che a volte perdo la speranza
Torna a cantarmi la tua canzone:
- Se tiriamo tutti insieme cadrà
non può durare ancora a lungo
sicuro che cade cade cade
ben morto dovrebbe esser già
Se tiro forte da questa parte
e anche tu forte da quell'altra
sicuro che cade cade cade
e noi saremo alfine liberi -
Nonno Siset ora non dice più nulla
un vento cattivo se l'è portato via
chissà in quale posto lontano
e io sempre quì sotto il portone
E quando i bambini passano di quà
allungo il collo per cantare
la vecchia canzone di Siset
l'ultima cosa che mi ha insegnato:
- Se tiriamo tutti insieme cadrà
non può durare ancora a lungo
sicuro che cade cade cade
abbattuto dovrebbe esser già
Se tiro forte da questa parte
e anche tu forte da quell'altra
sicuro che cade cade cade
e noi saremo alfine liberi -
Avevi ragione caro Siset, peccato solo tu non sia più quì con noi
ad ascoltarla.
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