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Il Giro di Marco: l'arrivo trionfale...

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Published on Aug 23, 2008

É il 15 luglio 2008, ci troviamo in quel di Vigliano Biellese, paese natale di Marco Macchieraldo, per gli amici Macchie. É qui che prende vita la magica avventura di questo temerario Biellese: l'Italia intera lo aspetta per un estenuante tour lungo le coste del nostro Stivale da nord a sud e ritorno, il tutto in bicicletta. Alla partenza, la mattina presto, la sua bici, corredata di borse posteriori, pesa circa 45 chilogrammi, tuttavia il fardello di aspettative ed emozioni pesa, sulle spalle del Macchie, molto di più! L'obiettivo è quello di percorrere più di 5000 chilometri in circa 50 giorni. L'itinerario prevede di attraversare dapprima il Nord Italia in orizzontale, dirigendosi verso est, passando per il lungo asse delle Alpi, valicando le Dolomiti e giungendo fino a Trieste; poi scendere verso sud, seguendo la strada costiera fino in Puglia, poi Calabria, un salto in Sicilia, e infine il ritorno verso Nord, non dimenticando alcune tappe importanti, tra le quali anche la città eterna: Roma. L'impresa, perchè possiamo definirla solo così, è pregna di voglia di viaggiare, di conoscere il territorio italiano nei suoi piccoli particolari, di parlare con la gente, di sfruttare tutti i cinque sensi per apprezzare ogni momento: la bici è il mezzo più idoneo dunque per soddisfare la fame del nostro globetrotter.
Sin dal primo giorno di pedalate sembra che la parola fatica non faccia parte del vocabolario di Marco il quale, ogni sera, può segnare sul suo diario di viaggio tappe che superano molto spesso i 200 km. Le energie le trova lungo il percorso: passare dalla pianura alla montagna, immergersi in panorami mozzafiato, condividere porzioni di percorso con altri ciclisti temerari, magari provenienti dall'estero, e non di meno il senso di sfida con sè stesso nell'affrontare le rampe più dure. A Trieste tuttavia, nelle gambe di Marco si fanno sentire i numerosi chilometri di salita, resi più duri dalla zavorra in coda alla sua compagna di viaggio, la bicicletta; si aggiunge per un paio di giorni il fastidio di una tendinite. Sulla via per la costa adriatica il dolore passa e le energie tornano: il randonneur sembra bruciare le tappe rispetto alle previsioni.
La sveglia alla mattina suona poco prima dell'alba, si ritira la tenda e i pochi effetti personali, all'interno delle borse e si inizia a pedalare verso la nuova meta, fino a sera, quando una bella cena e una dormita sono il premio di giornata: questa è la routine giornaliera, anche se routine non lo è mai, visto che ogni giorno si devono affrontare nuove fatiche, nuovi eventuali problemi, e soprattutto panorami ancora sconosciuti. In verità gran parte del successo di questo viaggio sta nella testa: è proprio la mente l'elemento più importante che permette di andare avanti, nei momenti più belli, ma anche in quelli più duri; che permette di fronteggiare al meglio gli scogli del tragitto, di sopportare la solitudine e quant'altro!

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