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Oltre la Statale. Tra Collemeto e Santa Barbara. Galatina

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Published on Sep 16, 2009

Sancta Barbara de Paludibus è posta ai margini di un grande avvallamento, un tempo paludoso, ma fertile e redditizio per la coltura e macerazione del lino. Il feudo baronale ha origini nel 500 e dopo diversi passaggi di titolarità, la famiglia Andriani ha governato sino allabolizione della feudalità, e i loro discendenti continuano ad essere proprietari del palazzo (o parte di esso).
Come molto spesso mi accade, la macchina fotografica anziché suscitare diffidenza diventa è uno strumento per attirare le persone e la loro attenzione.
E le loro storie raccontano soprattutto un senso di lontananza (in alcuni casi di abbandono) da parte di Galatina città. Molti di loro hanno più contatti con la più vicina Copertino e alcuni si sono ormai trasferiti là, mantenendo la casa nella frazione solo come punto di appoggio o rimessa per i loro attrezzi agricoli.
Racconti di richieste più volte presentate e mai esaudite; di quanto ci sia voluto per chiudere un tratto di strada che costeggia la piazza per renderla più sicura. Delle richieste per fruire dei locali ristrutturati della vecchia scuola in attesa dellapertura del museo della civiltà contadina (ma quando?) ma alle quali non è giunta mai una risposta. Un ragazzo mi ha detto siamo ancora in attesa che qualcuno ci dica si o no.
Del rammarico per unoccasione sprecata quando, qualche anno fa, si prospettava la vendita del Palazzo baronale a degli imprenditori, ma gli interlocutori non riuscirono a trovare un accordo per un prezzo che da li a poco trasformato in euro sarebbe diventato risibile. Questi imprenditori acquistarono poi una vecchia masseria in agro gallipolino trasformandola in un ristorante e albergo. Il palazzo è stato inoltre diviso in due parti. Una ristrutturata, anche se qualcuno mugugna non come si deve, laltra abitata ora solo dai piccioni.
Racconti del rammarico nel vedere i giovani lasciare la frazione (ma questa è una piaga di quasi tutti i piccoli centri) ma anche della speranza a fronte di famiglie che ristrutturano case e villette, guardi li ha comprato il ., più avanti hanno ristrutturato .., ma si sente e si vede dai loro sguardi che ci sperano poco in una rinascita del piccolo centro.
Il rammarico per i vecchi stabilimenti vinicoli o oleari, per i quali in più occasioni, raccontano, qualcuno ha mostrato interesse per lacquisto per trasformarli in ristoranti e strutture ricettive ma ricevendo dai proprietari come risposta noi compriamo, non vendiamo. E la rabbia dei più giovani che dicono Se li tenessero pure, ma almeno facessero qualcosa. Adesso sono semplicemente abbandonati e lincuria con il tempo potrebbe minare la loro stabilità.
Racconti sul possibile uso che qualcuno potrebbe fare delle cave dismesse della zona, dove sino a qualche anno fa, secondo alcuni si vedevano camion versare strani liquidi, ed ora qualcuno parla di speculazioni che potrebbero andare a danno della salute della gente del posto. Per il momento, secondo alcuni, solo voci. Ma i più giovani dicono di essere pronti anche alle barricate.
E poi storie sul passato.
Di botole del palazzo che nascondono condotte dove chi cadeva trovava ad attenderlo lame taglienti. Di sotterranei talmente grandi da poter far passare una carrozza il cui accesso ora è stato chiuso con il cemento. Di una stanza adibita nel passato a carcere, dalle mura spesse e con una robusta porta.
Di pozzi scavati a mano profondi sin quasi 90 metri, con gli operai che salivano e scendevano tirati dalle funi (uno di questi era il nonno di uno dei giovani presenti). La bocca di questo pozzo è crollata recentemente e la zona è stata recintata.
E poi un breve viaggio nelle tradizioni religiose del luogo dove si venera Santa Barbara come patrona. La chiesa attuale è del 1966 e lho visitata grazie alla collaborazione del sacrestano (termine improprio in questo caso) del luogo che si occupa di gestirla. Vai a questora lo trovi sicuramente seduto fuori, sulla porta di casa, ma non tardare ad andare. Consegnate le chiavi, Vai da solo oggi fa troppo caldo per accompagnarti, nella chiesa è custodita la statua della Santa che protegge il centro abitato rappresentato da una torre che un tempo era prospiciente la piazza ma che anni e anni fa fu demolita.
Ma la chiesa antica del luogo, quella del palazzo baronale, è anchessa privata e si accede solo con il consenso del proprietario. Allinterno di questa piccola antica chiesetta costituita solo da un vano è conservato lantico dipinto di Santa Barbara che, nella stessa posizione della statua, protegge labitato dai fulmini e dallattacco dei saraceni. Il dipinto è in cattiva condizioni ma il proprietario pare essere intenzionato a restaurarlo. Non mi è stato concesso di fare foto dellinterno. Una piccola scala sulla destra collegava la chiesa alle stanze del palazzo. Ora questa scala a causa dello spezzettamento delle proprietà è chiusa e non si può andare sopra.
Queste e tante altre storie mi sono state raccontate.

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