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NO TAV 3 luglio 2011, il mio j'accuse: perché i sogni non si distruggono con i lacrimogeni!

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Published on Jul 18, 2011

No.

E lo sapete bene, voi che avete dato ordine di sparare "ad altezza uomo", voi potenti che speravate, forse, che "ci scappasse il morto", per avere la scusa per militarizzare, perché ve ne frega ben poco delle nostre vite (e delle vite dei vostri soldatini di piombo, tutti sacrificabili), dovevate difendere AD OGNI COSTO i vostri FOTTUTI PROFITTI.

Sono arrivati da tutta Italia per affermare questa volontà, colorati, pacifici, determinati. Molto determinati. Troppo, dal vostro punto di vista, come dimostra quella sapiente e subdola regia che ha preparato il terreno mediatico nei giorni prima della manifestazione parlando di "infiltrati violenti", "terroristi", "black bloc". La macchina del fango preventiva. Storia già vista.

Nonostante la censura, nonostante la disinformazione, i cittadini non si sono fatti ingannare, non si sono fatti spaventare, hanno capito che, al di là della faziosità di molti pennivendoli, questa straordinaria lotta popolare non si oppone semplicemente ad una grande opera inutile ma ad un sistema che pone i profitti di una lobby sovra-nazionale al di sopra degli interessi del nostro stesso stato e dei cittadini. TAV LIBERA TUTTI, la lotta contro quest'opera rende evidente che la politica è MORTA, è ormai lontana dai cittadini (se non CONTRO i cittadini), lo Stato è ASSENTE e delega i suoi uomini armati fino ai denti per ridurre ad una questione di ordine pubblico un'incapacità di realizzare e rispettare la democrazia, garantita solo sulla Carta Costituzionale.

RESISTERE non è solo un nostro diritto. Arrivati a questo punto è un dovere, un obbligo morale al quale chi è consapevole non può più sottrarsi. E non lo fa. Per questo molti, dopo l'assalto con un quantitativo folle di armi chimiche durante lo sgombero del presidio il 27 giugno, sono arrivati attrezzati, pronti a resistere, con maschere improvvisate o comprate dal ferramenta per ridurre l'impatto dei gas altamente tossici (al CS), con i caschetti per proteggere la testa dai colpi, avendo già sperimentato le intenzioni di "sparare ad altezza uomo". Non c'è niente di violento nel volersi proteggere e sapete bene che è l'unico modo per poter RESISTERE alle vostre armi altamente tossiche. E se questa per voi è l'attrezzatura tipica del "black bloc" allora mi dichiaro un black bloc anch'io.


Molti non si aspettavano di essere aggrediti in questo modo da uno stato che dovrebbe proteggerli, non erano preparati, sono stati colpiti, intossicati, eppure hanno resistito. Per difendere quei maledetti centimetri guadagnati, perché avanzare, insieme, e resistere era l'unica cosa giusta da fare.

E se, ancora una volta, il grande assente ed il grande sconfitto era LO STATO, se, ancora una volta è andato in scena il fallimento della politica, la buona notizia è che quello che ho visto in questa giornata che pochi dimenticheranno è la nascita di un'unione senza precedenti, dal basso, spontanea, auto-organizzata, una compattezza trasversale, una biodiversità che altro non è che quello che avremmo sempre dovuto essere e che ora, forse, stiamo costruendo: il popolo italiano. Non quello fatto di sudditi, ma il popolo sovrano.

Sono certa che l'abbiate visto anche voi, l'hanno visto tutti. E' questo che vi spaventa di più, che questo virus contagioso si diffonda, che nella mente di tutti possa entrare il dubbio che sia possibile VINCERE ed ottenere la realizzazione di quei diritti rimasti una promessa contenuta nella carta costituzionale, frutto di quella Resistenza che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. L'avete visto anche voi , per questo alzate il livello di fango sul movimento, parlate di black bloc, di frangia violenta, perché non potete permettervi di mostrare il pensionato che porge la pietra a chi ha la forza e la rabbia per lanciarla, non potete permettervi di far vedere che è tutta l'Italia quella che ha reagito con grande determinazione...
Fatevene una ragione. Perché noi avanzeremo ancora, un centimetro alla volta. Voi avete la vostra legalità, noi la nostra legittimità e un ideale di giustizia sociale che siamo disposti a difendere. Perché le nostre vite valgono molto più dei vostri fottuti profitti.


Sans pitié, mon ami. Résistance.
Simonetta Zandiri

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