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2009 Antonio Liguabue è a Pontassieve - HD

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Uploaded on Apr 3, 2009

Antonio Ligabue è a Pontassieve
dal 13 dicembre 2008 al 7 giugno 2009
Palazzo Sansoni Trombetta SALA DELLE COLONNE
Via Tanzini 30 - Pontassieve - Firenze

orario: 9.30-12.30 e 15- 19, venerdì 15-19, chiuso il lunedì tutto il giorno e il venerdì mattina, biglietti: Intero: euro 5, Ridotto 3,50
curatori: Pierfrancesco Listri

In mostra 49 opere: 27 dipinti, 14 sculture ed 8 disegni
Info: Dipartimento Cultura di Pontassieve - tel. 055-8360346-255

Antonio Ligabue è a Pontassieve. Si intitola proprio così la mostra in corso nel capoluogo della Val di Sieve a pochi chilometri da Firenze, dedicata a uno dei più tormentati pittori del Novecento, tanto da essere soprannominato Il matto.

Cresciuto in Svizzera con uninfanzia tormentata dai lutti, catapultato in Emilia a 20 anni, da solo, senza parlare una parola di italiano. La biografia di Ligabue è segnata da vagabondaggi solitari e senza meta lungo il Po, ricoveri in ospedali psichiatrici, atti di autolesionismo, inquietudine, stranezza, comunque diversità.

I suoi dipinti parlano chiaro. Sia che raccontino la memoria visiva di scene agresti, sia quella solo immaginata di giungle tropicali. La pittura come disperato bisogno di trovare un modo di tirar fuori la solitudine disperata che aveva dentro, per liberarsi dei suoi demoni.

Sono in mostra 27 dipinti e oltre a qualche particolarità meno nota non manca niente del Ligabue classico. Le tigri con le fauci spalancate, la lotta, la semplicità, la fatica, i colori. E, in queste immagini dipinte a memoria che sembrano uscire direttamente dal pensiero eppure così concrete, i dettagli, che quasi ossessivamente non mancano mai a sottolineare forse il bisogno di essere riconosciuto.

Nei famosi autoritratti, come quello col cane presente in mostra, le deformazioni sono accentuate; senza scivolare mai nella caricatura di sé stesso, Ligabue dà in questo caso al suo specchio una connotazione psicologica ancora più forte.

E poi i disegni, dove si nota la forte pressione sulla carta, i tratti carichi e impacciati. Nonostante i soggetti siano gli stessi, questi non erano abbozzi preparatori per le tele. Ma grida autonome, impellenti.

Lurgenza di esprimersi di Ligabue è evidente nelle sculture, fuse in bronzo dopo la sua morte ma create con ciò che aveva maggiormente a disposizione, la terra del Po, più accessibile ed economica dei colori la modellava con la saliva, piegandola con forti pressioni del pollice, non rinunciando nemmeno qui ai particolari.

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