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Caseificio della legalità interviste a Francesco Diana e Mario Minieri

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Published on May 21, 2012

di Eliana Iuorio ed Anna Copertino

Un caseificio, in quello che fu un bene del boss Michele Zaza.
Siamo a Castel Volturno, comune del casertano, territorio spesso ricordato per la forte presenza camorrista, che incide sulla vita sociale come su quella economica, della cittadina.
Di quella camorra che sa anche sparare e che il 18 settembre 2008 massacrò a colpi di kalashnikov, sei immigrati africani - vittime innocenti - che si trovavano presso la sartoria "Ob Ob exotic fashions.
La camorra del killer del clan dei casalesi Giuseppe Setola detto 'O cecato, condannato all'ergastolo in I grado (sentenza emessa in ottobre del 2011, dalla I sez. penale Tribunale di Santa Maria Capua vetere, collegio A, presieduta dal Giudice Raffaello Magi), per quella che può definirsi strage, a pieno titolo.

Oggi, a Castel Volturno, vede la luce una realtà economica sana, che sarà portata avanti dai ragazzi della Cooperativa "Terre di Don Peppe Diana".
Dal produttore, al consumatore. Una mozzarella dal gusto della legalità e dal "fresco profumo di libertà".

Abbiamo intervistato per voi, i protagonisti dell'inaugurazione di giovedì 17 maggio: Federico Cafiero de Raho (Capo DDA Napoli); Don Luigi Ciotti (Presidente di Libera); Valerio Taglione (referente Libera Caserta); Francesco Diana (responsabile formazione Libera Caserta); Mario Minieri (casaro del caseificio della legalità).

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