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Mendicino: le grotte di Alarico

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Published on Jan 29, 2010

Il luogo è suggestivo: una stretta vallata tra alte rocce, tra Mendicino e Carolei. Qui scorre il Busento e su un alto costone roccioso, ecco due misteriose aperture. Sono davvero difficilmente raggiungibili, ma la curiosità di vedere con i nostri occhi il luogo che potrebbe conservare le spoglie del mitico re Alarico è più forte di ogni altra cosa. E così, dopo esserci inerpicati tra i rovi, ecco la prima grotta. Secondo alcuni appassionati di archeologia, questo potrebbe essere davvero il luogo dove 1600 anni fa furono sepolte per sempre le spoglie del re barbaro. Si vede chiaramente anche una sorta di piccolo altare scavato nella roccia. Il problema è che qui non è stato mai effettuato nessuno scavo ufficiale. Eppure i segni dei tombaroli e dei loro tentativi di scoprire qualcosa ci sono. Eccome se ci sono: profonde ferite nella roccia non lasciano dubbi su quanto a lungo si sia scavato. E anche nella seconda apertura naturale, qualche decina di metri più avanti sul costone scosceso, ci sono molti segni della presenza dell'uomo. Si dice che qui visse anche un eremita, per lungo tempo. Qui c'è stato qualcuno certamente di recente, a curiosare, a scavare, a cercare una traccia che possa ricondurre al tesoro di Alarico. Che non sarebbe neanche trascurabile: si parla di 25 tonnellate d'oro e 150 d'argento. Ma aldilà del valore materiale, sarebbe incommensurabile il valore storico del ritrovamento dei resti della tomba reale. E ci sarebbero da riscrivere anche diverse pagine di storia, se la tomba si trovasse davvero qui invece che alla confluenza del Busento con il Crati. Eppure qualche indizio importante esiste. Per esempio, sulla montagna di fronte a queste grotte, nella roccia è incisa una grande croce. Uno scherzo della natura? O un segno della sacralità del luogo? Il mistero di Alarico resterà per sempre tale? Forse sì, ma non sarebbe opportuno decidere di indagare ancora un po'? Perchè non siano tombaroli senza scrupoli a ritrovare e depredare un luogo che potrebbe diventare emblema della nostra terra. Scoprire la tomba di Alarico sarebbe dirompente, un evento paragonabile se non superiore al ritrovamento dei Bronzi di Riace. Un'occasione che non possiamo permetterci di perdere.

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