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♗ Chiesa Cattolica vs Mafia ☠

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Uploaded on Feb 15, 2008

Un omaggio ai santi martiri e ai tanti uomini di Chiesa che lavorano nel silenzio per l'amore del prossimo, esposti in prima linea contro la piaga sociale delle mafie.
Il 9 maggio 1993 Giovanni Paolo II lanciò dalla Valle dei Templi di Agrigento il famoso anatema contro la "Mafia": «Dio ha detto 'non uccidere': nessuna agglomerazione umana, mafia, può calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo siciliano talmente attaccato alla vita, che ama la vita e da' la vita, non può vivere oppresso sotto la pressione di una civiltà contraria, la civiltà della morte».

Padre Pino Puglisi (soprannominato 3P), è stato ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 giorno del suo 56° compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale. «E' importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti».

Giuseppe Diana, sacerdote, vittima innocente della camorra, ucciso il giorno del suo onomastico il 19 marzo 1994. Il suo scritto più noto è la lettera "Per amore del mio popolo non tacerò", un documento diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana: un manifesto dell'impegno contro il sistema criminale.

Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace dal 1994 al 2007, ha inserito nella sua azione pastorale la "coscientizzazione" del popolo attraverso una dura ed efficace opposizione alla 'ndrangheta. Il 31 marzo 2006 ha inviato una lettera a tutti i parroci della diocesi: «Condanno nel più forte dei modi questa ripetuta violazione della santità della vita. La condanno con la scomunica. Quella stessa scomunica che la Chiesa lancia contro chi pratica l'aborto, è ora doveroso, purtroppo, lanciarla contro coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi, in applicazione estensiva del Canone 1398 Cjc, sentendo che questa grave sanzione giuridica ci aiuterà di certo a prendere sempre più coscienza del tanto male che ci avvolge, per poi saper reagire con fermezza e ulteriore impegno nel bene, nella difesa della vita, nella preghiera sempre più intensa per chi fa il male, nella formazione in parrocchia, seminando speranza nelle scuole, negli oratori, nei gruppi ecclesiali».

Monsignor Michele Pennisi, vescovo della diocesi siciliana di Piazza Armerina (Enna), sotto scorta per aver rifiutato i funerali di un boss mafioso, ha esortato inoltre le vittime dell'usura a ribellarsi. «Sono sereno, perchè sto compiendo il mio dovere di pastore, che è quello di annunciare il Vangelo, di invitare alla conversione». Nel febbraio 2008 è stato fatto circolare un volantino nella vicina cittadina di Gela su cui erano riportate minacce ed ingiurie nei suoi confronti...

Non lasciamoli soli! Non vogliamo altri martiri.

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