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SIGNORINELLA (CLAUDIO VILLA)

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Published on Jul 17, 2009

Bella canzone in lingua composta da autori napoletani (Bovio- Valente), nel repertorio di Carlo Buti, Achille Togliani e, da ultimo, Peppino Gagliardi. Stupenda l'interpretazione di Claudio Villa.

SIGNORINELLA
L. Bovio - N. Valente


Signorinella pallida
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non v'è una notte che non sogni Napoli
e son vent'anni che ne sto lontano.

Al mio paese nevica,
il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
io ho sempre freddo e sono triste e stanco.

Amore mio, non ti ricordi
che nel dirmi addio
mi mettesti all'occhiello una pansè,
poi mi dicesti con la voce tremula:

"Non ti scordar di me"!

Bei tempi di baldoria,
dolce felicità fatta di niente.
Brindisi coi bicchieri colmi d'acqua
al nostro amore povero e innocente.

Negli occhi tuoi passavano
una speranza, un sogno e una carezza,
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve: Giovinezza.

Il mio piccino,
in un mio vecchio libro di latino,
ha trovato - indovina - una pansè.
Perchè negli occhi mi tremò una lacrima?

Chissà, chissà perchè!

E gli anni e i giorni passano
eguali e grigi con monotonia,
le nostre foglie più non rinverdiscono,
signorinella, che malinconia!

Tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio,
io qui son diventato il buon Don Cesare,
porto il mantello a ruota e fo il notaio.

Lenta e lontana,
mentre ti penso suona la campana
della piccola chiesa del Gesù,
e nevica, vedessi come nevica:

"Ma tu, dove sei tu".

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