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Joaquín Navarro Valls: il segreto della comunicazione di Giovanni Paolo II

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Published on Apr 11, 2011

Giornata di studio: "Beatificazione di Giovanni Paolo II: opinione pubblica e sensus fidei"
Pontificia Università della Santa Croce - 1 aprile 2011

Alla Giornata è intervenuto anche il dott. Joaquín Navarro-Valls, per oltre vent'anni portavoce del Papa, tracciando un profilo appassionato e molto personale delle doti comunicative di Giovanni Paolo II.

Parlando dell'"ermeneutica della comunicazione" del Papa polacco, il direttore emerito della Sala Stampa della Santa Sede si è detto convinto che il segreto della feconda comunicazione del Servo di Dio stava "nella percezione della Verità che lui predicava".
Infatti, credendo fermamente che ciascuno è creato a immagine e somiglianza di Dio, ciò gli ha permesso di attirare a sé "ancora più persone rispetto al modo in cui si esprimeva".
Certamente, aveva "qualità umane notevoli", come "la voce, con registro baritonale educato musicalmente; la dizione, in cui l'accento corrispondeva all'idea che voleva trasmettere; i gesti naturali, misurati, comprensibili e non enigmatici".

Tuttavia -- ha aggiunto Navarro-Valls --, "il migliore testimone di ciò che diceva era lui stesso", e non servivano "né le strategie comunicative né le apparenze". Basti pensare che in occasione dei suoi viaggi apostolici, il Papa "trascorreva molto più tempo nel prepararli che nel realizzarli, studiando la geografia, la storia e i costumi" dei Paesi che visitava.
L'ex portavoce ha poi ricordato come Papa Wojtyla ci teneva a parlare nella lingua del paese che lo accoglieva, e non amava l'egemonia forzata dell'idioma inglese: "in Giappone si fece fare una trascrizione fonetica del testo. E i giapponesi lo capirono".
Insomma, per Giovanni Paolo II, "la comunicazione non era un mezzo per ottenere consenso, ma per convincere le persone della verità", facendo di tutto perché "trasparisse la verità".

Dopo aver offerto una serie di aneddoti che confermano il vissuto eroico di questo Pontefice, e facendo riferimento soprattutto agli ultimi giorni della sua malattia, Navarro-Valls si è detto convinto che Giovanni Paolo II "ha mostrato l'inevitabilità del tema di Dio ad una generazione". Con la sua vita, il suo Magistero e quindi la sua sofferenza, "ha comunicato alla sua epoca che non si può capire l'essere umano se si accantona Dio".

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