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La gioia - 16 ottobre 2013 - Carlo Renzi

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Streamed live on Oct 16, 2013

Mercoledì 16 ottobre 2013 - Carlo Renzi - La gioia
... qualcosa da dire la trovo sempre.
Un attimo fa riflettevo su un fatto, quando noi ci incontriamo qui siamo tutti allegri, sorridenti, anche perché siamo così nella maggior parte della nostra giornata, non è che qui stiamo facendo una finta, anche perché io, alcuni di voi, li conosco da un po' di tempo, e so come sono cambiate le loro vite e quello che esprimono qui è veramente la loro vita.
Certo stando qui ci si rilassa, si sta bene insieme, si può esprimere se stessi in maniera molto libera, tutto questo fa bene, però il seme che viene gettato e che pian piano viene su e cresce è una cosa stranamente ormai rara, è una parola che oltretutto si sente pure poco: la gioia.
È un mistero la gioia, cominciamo a considerare che la maggior parte dell'umanità vive addirittura la spiritualità senza gioia. Questa è una cosa assurda.
La spiritualità dovrebbe essere il massimo della felicità, della gioia, dell'allegria, della bellezza di stare insieme, invece proprio lì, nella maggior parte dei casi, non c'è gioia.
Addirittura noi riusciamo a vivere un Dio noiosissimo, e da lì, poi, tutto quello che è meno della spiritualità, perché già l'amore è un tantinello sotto la spiritualità, l'amore senza gioia, le emozioni senza gioia, e poi la vita diventa una cosa piatta, senza senso, diventa un fare le cose automaticamente, una appresso all'altra, poi arrivare alla sera e andare a dormire.
A volte sento dire da amici: "Domani è sabato, non vado a lavorare, dormo". Dormi? Domani è un giorno di festa approfitta, fai le cose che ti piacciono, che non puoi fare durante gli altri giorni perché devi lavorare. Dormire non è una cosa brutta, anzi fa bene dormire ma che sia una aspirazione mi fa pensare che ci sia qualcosa che non funziona. Io direi: "Mi alzo un'ora prima per fare cose che non posso fare quando ho impegni lavorativi". In questo momento della mia vita non ho più impegni lavorativi preordinati, ho degli impegni che gestisco a mio piacimento, però, quando li avevo, aspettavo il sabato e la domenica ma per fare delle cose che mi potevano dare soddisfazione, leggere, passeggiare, correre ma non dormire.
Questo discorso della gioia è fondamentale nella vita degli esseri umani, ma probabilmente nell'azione o nel contatto con gli altri non c'è gioia altrimenti io mi alzerei un'ora prima, la mattina, per andare a provare questa gioia di passeggiare, di stare al contatto con la natura, di incontrare gente, non dormire!
Il fatto che non ci sia gioia in tanti aspetti della nostra vita e della vita delle persone che osserviamo, è spesso qualcosa di molto evidente.
Si sente dire: "Come si può provare gioia in questa situazione?" Provare gioia, essere felici, è indipendente dalle situazioni perché se io sono felice o provo gioia perché ho vinto una somma di denaro, quella gioia è collegata alla somma di denaro che ho vinto, una volta finito il denaro sono di nuovo infelice, quella non è felicità, non è gioia, non è allegria, quello è un identificarsi, in quel caso, con il denaro e in qualsiasi situazione io mi identifico, mi sto dando una fregatura perché comincio ad attaccarmi all'oggetto con il quale mi identifico, allora ho paura di perderlo, ho paura che non mi dia quello che spero mi possa dare, e poi comunque è effimero, è soggetto al logoramento, qualsiasi cosa sia, e questa è la realtà della maggior parte dell'umanità.
Si impegnano energie, tempo, denaro per accumulare cose che dopo poco tempo non hanno più senso e noi sappiamo di non possedere, sappiamo che è la casa che possiede noi, sappiamo che è la mia automobile che mi possiede, perché sono io che devo accudirla, sono io che devo sistemare la mia casa, sono io che devo spendere soldi per la mia casa e per la mia automobile. Non sono io che la possiedo è lei che possiede me.

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