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Mirabilia, i luoghi dell'Apocalisse

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Uploaded on Dec 23, 2009

Lunedi 21 dicembre, alle ore 16,30 presso la Sala Consiliare del Comune di Orvieto, si terrà la presentazione della nuova edizione della pubblicazione-guida dal titolo "Il Duomo di Orvieto e il Giudizio Universale di Luca Signorelli nella Cappella di San Brizio - Mirabilia, i luoghi dell'apocalisse", realizzata da Cultour, con il patrocinio del Comune / Assessorato alla Cultura. Nel corso della conferenza, alla quale interverranno il Vescovo di Orvieto-Todi, S.E. Mons. Giovanni Scanavino e l'Assessore alla Cultura, Antonio Barberani, saranno proiettate alcune immagini del servizio fotografico dal titolo "Mirabilia e i luoghi dell'Apocalisse" realizzato da Sandro Vannini, a cui si devono le belle e pregevoli istantanee del volume. L'iniziativa editoriale è abbinata alla mostra dei pannelli della Cappella di San Brizio, per permettere di gustare in pieno l'illustrazione della pubblicazione stessa.

Di grande impatto e suggestione, sia per le immagini che per l'angolazione del tutto singolare e intelligente dei testi nel presentare la grande opera d'arte del Signorelli, la guida "Mirabilia", realizzata alcuni anni fa, torna a proporsi, nella rinnovata veste, con tutta la sua forza esplicativa ed emotiva.

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"La pittura di un Giudizio Universale, soprattutto di un pittore di grande fama - si legge nella presentazione al volume del Vescovo di Orvieto-Todi, padre Giovanni Scanavino, ha sì uno specifico carattere estetico che può essere contemplato da qualunque turista appassionato di arte, ma la sua matrice è strettamente religiosa e biblica e non può essere pienamente goduta sul piano estetico senza il suo logico riferimento al progetto teologico che lo ha fatto nascere. Questa pubblicazione intende proprio completare il discorso artistico riempiendolo dell'anima religiosa e biblica che sta alla radice dello stesso capolavoro. Ci sono ragioni appunto di carattere religioso che non possono essere ignorate, pena l'incomprensione artistica stessa di tutto il capolavoro, che nasce appunto in un determinato periodo storico e culturale ed è soprattutto ispirato da una precisa impostazione teologica. Ignorarla significa ridurre la fruibilità dello stesso capolavoro. Mentre ringrazio gli appassionati autori di questa completa guida alla Cappella di San Brizio, mi auguro che ogni guida turistica nella nostra Cattedrale di Orvieto sappia coniugare l'illustrazione dell'arte con quella della fede che l'ha generata."

Di "un delicato amore per l'arte unito ad una profonda pietà cristiana" parla il Cardinale Francesco Marchisano, mentre il filosofo e saggista Marco Guzzi, membro ordinario dell'Accademia Pontificia per l'arte sacra e le lettere, sottolinea come il progetto "Mirabilia - I luoghi dell'Apocalisse" rappresenti "un nuovo modello di rapporto con l'opera d'arte e un itinerario, compiuto attraverso le straordinarie immagini del

Giudizio Universale di Luca Signorelli, per comprendere la condizione umana in generale, e il punto di svolta e di decisione ultimativa che oggi ci troviamo a vivere, in modo ancora più radicale di quanto non accadesse agli inizi del 500, all'alba dell'epoca moderna".

"Una modalità inedita e affascinante di confrontarci con un'opera d'arte - continua Guzzi nel suo breve saggio introduttivo dal titolo L'arte ritorna ad insegnare. - Oggi le mostre, sia quelle storiche che quelle contemporanee, sono per lo più caratterizzate da un impianto storico-critico molto intellettualistico, formalistico, strutturalistico, e quindi astratto. L'arte del XX secolo poi viene catapultata sul pubblico senza la benché minima mediazione, senza spiegarci il senso di tanta bruttezza, di tanto orrore, di tanta arrogante insensatezza, abituando così i giovani a distorcere il proprio gusto, o a perderlo del tutto.
In "Mirabilia" si intende aiutare lo spettatore a diventare un "contemplante", e cioè a fare
un'esperienza personale e totale delle immagini di Signorelli, a seguirne il percorso educativo,
a comprendere cioè l'insegnamento spirituale che l'artista ha voluto sviluppare con le sue grandiose
scene apocalittiche". [...]

"L'arte trova così la sua funzione educativa e iniziatica - conclude il saggista - e cioè di introduzione emotiva, fisica, esperienziale nei misteri della nostra salvezza; ritrova quella dignità che viene calpestata e perduta
nelle asettiche analisi meramente storiche che fanno di ogni opera un rudere morto di una successione di cadaveri, e della storia dell'uomo un grande e inutile cimitero. No, qui l'opera torna viva, torna a parlare a me e adesso, torna a provocare la nostra generazione di inizio XXI secolo, e a ricordarci che la scelta da compiere è più che mai decisiva, e che ne va di tutto il nostro futuro, di quali figure di umanità o di disumanità faremo crescere sulla nostra terra".

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