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Piero Ricca incontra Stefania Craxi, che corre a cagare

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Published on Jan 21, 2008

dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/

video made in http://www.pieroricca.org/ e Qui Milano Libera, visitate il sito
http://www.quimilanolibera.net/

Stefania Gabriella Anastasia Craxi, conosciuta più semplicemente come Stefania Craxi, (Milano, 25 ottobre 1960) è una donna politica italiana.

Figlia di Bettino Craxi e sorella di Bobo, è deputata alla Camera nelle file di Forza Italia. In precedenza ha fatto parte del Partito Socialista Italiano.
PERCHE' SUO PADRE E' UN LADRO???
le indagini dimostrarono come Craxi avesse dirottato parte dei proventi delle tangenti (circa 50 miliardi di lire) non sull'attività amministrativa ordinaria del Psi, bensì sul conto del prestanome Maurizio Raggio, utilizzando tali soldi per scopi personali (Finanziamento del canale televisivo Gbr di proprietà della sua amante Anja Pieroni, acquisto di immobili, affitto di una casa in costa Azzurra per il figlio).[11] .

Come risulta dalle indagini del pool Mani Pulite, la corruzione ed il finanziamento illecito ai partiti politici, erano endemici nella società italiana. Molti politici, Craxi in testa, classificavano i finanziamenti illeciti come necessari alla vita politica dei partiti e delle loro organizzazioni per il mantenimento delle strutture e per la realizzazione delle varie iniziative. A questa categoria la sua difesa ascrisse anche la maxi-tangente ENIMONT: al processo Cusani essa fu da Craxi definita la "maxi-palla" sia per le dimensioni (che contestò, e che poi tutti i politici ridimensionarono defalcando dal totale loro addebitato le somme restituite da Cusani e Bonifaci) sia per il titolo in virtù del quale fu percepita (che sostenne trattarsi non di corruzione ma di finanziamento illecito di partito); pur dissentendo da tale ricostruzione, il p.m. Di Pietro dopo l'interrogatorio di Craxi sostenne che la sua sincerità "confessoria" giustificava il mancato esercizio di uno stringente controinterrogatorio.

In quello stesso giorno, la Camera dei Deputati negò l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti provocando l'ira dell'opinione pubblica e facendo gridare allo scandalo numerosi quotidiani. Nella stessa aula, seguono momenti di tensione, con cui i deputati della Lega e del MSI gridarono "ladri" ai colleghi che avevano votato a favore di Craxi. Alcuni ministri del governo Ciampi si dimisero in segno di protesta.

Il 30 aprile in tutt'Italia si svolsero manifestazioni di dissenso: a Roma circa 200 giovani dell'istituto Einstein avevano sostato in piazza Colonna scandendo slogan contro governo e Parlamento; un altro centinaio aveva protestato davanti alla sede del PSI in via del Corso; un terzo gruppo, proveniente dal liceo Mamiani, aveva percorso in corteo il centro storico soffermandosi sempre davanti alla sede del PSI dove però era stato disperso dalle forze dell'ordine. C'era una manifestazione del Movimento Sociale Italiano nella galleria Colonna - che aveva preceduto un incontro stampa del segretario Gianfranco Fini per sottolineare l'impossibilità di tenere in vita questo parlamento - ed un'altra dimostrazione si era tenuta in serata per iniziativa del PDS, la cui segreteria era stata all'uopo sospesa. Diverse migliaia di persone si erano radunate in piazza Navona per ascoltare i discorsi del segretario del PDS Occhetto, Rutelli e Ayala: essi tutti avevano incitato i presenti a protestare contro il voto parlamentare a favore di Craxi. Un piccolo corteo, organizzato dalla Lega Nord, sfilava infine da piazza Colonna al Pantheon. In coincidenza con la fine del comizio tenutosi a Piazza Navona, una folla invase Largo Febo ed attese Craxi all'uscita dell'hotel Raphael, l'albergo che da anni era la sua dimora romana.

Quando Craxi uscì dall'albergo, i manifestanti lo bersagliarono con lanci di oggetti, insulti e soprattutto monetine. Con l'aiuto della polizia, Craxi riuscì a salire sull'auto e poi lasciò l'hotel. Quest'episodio, ritrasmesso centinaia di volte dai TG, viene preso come simbolo della fine politica di Craxi. [12]. Egli stesso definì quanto aveva subito "una forma di rogo" in una intervista a Giuliano Ferrara trasmessa su Canale 5.

Nel corso dell'anno emersero sempre più prove contro Craxi: con la fine della legislatura e l'abolizione dell'autorizzazione a procedere, per Craxi si fece sempre più vicina la prospettiva di un arresto e il 5 maggio 1994 decise di scappare ad Hammamet in Tunisia, protetto dall'amico Ben Alì. La latitanza - giustificata dal leader socialista come "esilio" - fu percepita dall'opinione pubblica per quello che era: una fuga.
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dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato
http://guerrillaradio.iobloggo.com

  • Category

  • Song

  • Artist

    • Gianni Celeste
  • Album

    • Carosello Napoletano
  • Licensed to YouTube by

    • Believe Music (on behalf of Seamusica); LatinAutor, and 2 Music Rights Societies

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