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Argentina, figli desaparecidos: 50 anni di carcere a Videla

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Published on Jul 6, 2012

Gli ex dittatori argentini Jorge Rafael Videla e Reynaldo Bignone sono stati condannati oggi rispettivamente a 50 e 15 anni di carcere nella causa giudiziaria per il piano sistematico di furto dei figli di detenuti "desaparecidos" durante l'ultima dittatura militare nel Paese sudamericano (1976-1983).

Altri tre responsabili della dittatura militare hanno ricevuto condanne fra i 20 e i 40 anni di carcere, accolte con sonori applausi da figli di desaparecidos che hanno recuperato la loro identità e da rappresentanti delle Madri e le Nonne della Plaza de Mayo, le associazioni nate appunto per difendere i diritti dei detenuti e delle loro famiglie e dei militanti per i diritti umani.

Pagina oscura, a lungo misconosciuta: la difesa nel processo aveva parlato di "casi sporadici", i giudici invece hanno riconosciuto un "rapimento sistematico e diffuso, detenzione e occultamento di minori" come ha detto testuale Maria del Carmen Roqueta, presidente del Tribunale, accolta da urla e lacrime di commozione.

Centinaia di persone, figli e parenti di desaparecidos erano dentro e fuori il tribunale di Buenos Aires, collegate davanti ad un maxi schermo, per udire il responso che oggi sta facendo il giro del mondo.

Una sentenza dura ed esemplare, che non cambierà molto la vita dei condannati - Videla e Bignone sono già stati puniti con l'ergastolo per "crimini contro l'umanità" - ma che ha l'effetto di un sospiro di sollievo collettivo e di una storica presa di coscienza civile.

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