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Firenze/Florence - Il Duomo (Santa Maria del Fiore)

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Uploaded on Oct 2, 2010

È la quinta chiesa d'Europa per grandezza, dopo la Basilica di San Pietro, la Cattedrale di San Paolo a Londra, la Cattedrale di Siviglia e il Duomo di Milano. È lunga, infatti, 153 metri mentre il basamento della cupola è largo 54 metri e il dislivello dal pavimento alla cima della cupola interna è di circa 90 metri. Ha una pianta peculiare, composta com'è di un corpo basilicale a tre navate saldato ad una enorme rotonda che sorregge l'immensa Cupola del Brunelleschi, la più grande cupola in muratura mai costruita. Al suo interno è visibile la più vasta superficie mai decorata ad affresco; 3600 metri quadri.
La costruzione, iniziata sulle antiche fondazioni della chiesa di Santa Reparata nel 1296 da Arnolfo di Cambio, fu continuata da Giotto a partire dal 1334 fino alla sua morte avvenuta nel 1337. Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini la continuarono nel 1357. Nel 1412 la nuova cattedrale fu dedicata a Santa Maria del Fiore, e consacrata il 15 marzo 1436, al termine dei lavori della Cupola del Brunelleschi, da papa Eugenio IV. La facciata è stata per secoli il grande problema irrisolto del complesso episcopale fiorentino; circondata da capolavori dell'architettura di tutti i tempi, tutti coperti di una veste smagliante di marmi multicolori, la sua finitura incompiuta in pietraforte spiccava in modo inaccettabile.
Nel 1587 il Granduca Francesco I ordinò all'architetto di corte Bernardo Buontalenti di rimuovere tutti i marmi e le sculture e di coprire la martoriata facciata con un soprammattone su cui fosse eseguita una facciata dipinta di gusto manierista. Nonostante la chiara natura provvisoria dell'opera, la soluzione del Buontalenti restò in essere fino alla seconda metà dell'800.
Nel 1864 fu indetta una competizione per la realizzazione della facciata definitiva. Il vincitore fu Emilio De Fabris (1808-1883) con un progetto ispirato al gotico trecentesco. I lavori iniziarono nel 1876 e furono completati undici anni dopo da Luigi Del Moro (subentrato nel cantiere alla morte di De Fabris).
La cattedrale è costruita sul modello della basilica. L'interno, piuttosto semplice ed austero, dà una forte impressione di vuoto aereo. Alcune opere in essa contenute rispecchiano la sua funzione pubblica, con monumenti dedicati ad illustri uomini ed a comandanti militari di Firenze. Fra questi: il Monumento equestre di John Hawkwood (Giovanni Acuto) di Paolo Uccello (1436), dipinto in bicromia con terra verde e il Monumento equestre di Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno (1456), in pendant con il precedente, disegnato a imitazione del marmo. Sopra il portale centrale un grande disco dell'orologio affrescato con ritratti di evangelisti di Paolo Uccello (1443). Fra le decorazioni del XVI secolo, relative al periodo granducale, figura il pavimento marmoreo, attribuito a Baccio d'Agnolo e Francesco da Sangallo (1520-26). Sotto la cattedrale, fra il 1965 e il 1974, furono realizzati dei difficili lavori di scavo. La zona sotterranea fu usata per la sepoltura dei vescovi fiorentini per secoli. Recentemente è stata ricostruita la storia archeologica di quest'area, dai resti di abitazioni romane, ad una pavimentazione paleocristiana, fino alle rovine della vecchia cattedrale di Santa Reparata.
Inizialmente la Cupola sarebbe dovuta essere decorata da mosaici dorati, per riflettere al massimo la luce proveniente dalle finestre del tamburo, come suggerito dal Brunelleschi. La sua morte, però, fece naufragare questo costoso progetto e si provvide semplicemente a intonacare in bianco l'interno. In seguito il Granduca Cosimo I de' Medici scelse il tema del Giudizio Universale per affrescare l'enorme calotta, ed affidò il compito a Giorgio Vasari. I lavori durarono dal 1572 al 1579 e furono terminati, dopo la morte del Vasari, avvenuta nel 1574, da Federico Zuccari e vari collaboratori. Questi affreschi, se visti da vicino durante il percorso della salita alla cupola, mostrano chiaramente le deformazioni prospettiche e di colore usate per ottimizzare la veduta dal basso.

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