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Acquisita un'opera di Andrea Benetti nella Collezione della Camera dei Deputati

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Published on Mar 15, 2013

Roma, 1 marzo 2013
Palazzo Montecitorio, Camera dei Deputati.
Acquisito un dipinto di Andrea Benetti nella Collezione d'arte della Camera dei Deputati.
Nel video sono ritratti alcuni momenti salienti della consegna dell'opera di Andrea Benetti, incluso il moento delle firme tra Benetti ed ill dottor Nicola Guerzoni, Consigliere Capo del Servizio Amministrazione della Camera dei Deputati.

http://www.andreabenetti.com
http://www.andreabenetti-foundation.org


"B.P. BEFORE PRESENT"

"Ma allora in che senso esistono questi due tempi, il passato e il futuro, se il passato non è più e il futuro non è ancora? Quanto al presente, se fosse sempre presente e non trascorresse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità"
Sant'Agostino

Come lo spazio, così il tempo è sempre stato visto come una categoria fondamentale in cui si inscrive la condizione umana. Questo misterioso compagno di avventure con il quale abbiamo un rapporto contrastante di amore e odio, un conflitto tra piacere e nostalgia, tra rassegnazione e consapevolezza ci pone di fronte alla dura realtà del suo trascorrere incessante e senza remissioni. Il consumarsi degli anni, l'alternarsi delle fasi della vita e l'avvicinarsi della fine mettono l'essere umano di fronte ad una unica verità, il limite obbligato della morte. Se non possiamo combatterlo o sconfiggerlo allora meglio che sia nostro alleato in una ricerca dell'eternità che possa lasciare una traccia tangibile del nostro passaggio, la nostra anima non esiste ma resiste in base a ciò che abbiamo prodotto o scritto, questa si rispecchia in opere d'arte e libri che saranno l'unico anello di congiunzione con il passato.
Nella mostra "B.P. Before Present" il tempo che cominceremo a scandire sarà quello che attraverso una lettura contemporanea indagherà i tre cardini della pittura Neorupestre di Andrea Benetti. "Prima del presente, B.P" come scala temporale che in alcune discipline scientifiche specifica quando accaddero gli eventi nel passato. Una datazione che ha come punto di partenza l'anno 1950 e che fissa il continuo e incessante mutamento dell'attualità.

Danzando tra resine e colle, acrilici e pigmenti, tra oli ed hennè, le tele di Andrea Benetti prendono corpo e ci danno le chiavi di lettura per poter comprendere al meglio quanto di remoto ci sia nell'oggi.
In primis un chiaro omaggio all'arte Rupestre e a quegli artisti che lasciarono tracce della loro presenza disegnando animali e storie di uomini. Là in quei luoghi, in caverne, su rocce con attrezzi rudimentali, i bisonti, i cavalli, i cervi, gli orsi raccontano di battute di caccia e di corse al cibo.
In un susseguirsi il percorso dell'artista, lentamente si espande omaggiando l'origine della pittura astratta che mantiene il simbolismo indecifrato che incuriosisce e ha il sapore della scoperta. Tutto questo per farci continuamente volare con le ali di un tempo che non termina su una tela ma che si evolve con l'interpretazione dell'uomo moderno attingendo da quello primitivo, uno sguardo continuo e assiduo che ha modelli diversi da dipingere, che scambia uno stambecco con una mazza da golf o un cavallo con una barca a vela. Ecco quello che vede oggi Benetti, ritraendolo con la sua pittura.
All'alba di un nuovo secolo che si è aperto da poco più di dieci anni, il ritratto di uomini soli, anche se apparentemente insieme, una desolazione esistenziale di un essere che è padrone di molte cose, ricco di oggetti ma che rimane ad osservare il suo passato con le braccia conserte, un nuovo essere umano dominato dalla tecnologia e dal benessere del quale pare non poter fare a meno. Ed è così che il tempo, in questo frangente e soprattutto nella pittura Neorupestre di Benetti riesce a fare da tramite tra un passato di storia e semplicità, di ricerca e investigazione, di istinto misto ad intuito ed un presente che è già inevitabilmente un futuro nel quale ci riconosciamo come portatori di velocità e cambiamento. Allora ecco che compaiono i simboli della nostra modernità, quelli che ci danno certezze per essere accettati, perdendo di vista la reale essenza della vita, queste opere che esaltano l'effimero smontano il reale rapporto tra uomo e ambiente, tra materiale e immateriale, tra genialità e istinto.

Una forte voglia di ritorno alla semplicità fa di B.P un racconto di riflessione, un passaggio obbligato, una certezza in una società incerta che deve scardinare i suoi canoni per poter ritornare ad essere libera.

Simona Gavioli
Curatrice e critica d'arte

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