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"Natale, il significato esoterico di una favola" di Carlo Renzi

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Streamed live on Dec 18, 2013

Questo ultimo incontro dell'anno è dedicato ad una chiacchierata sul Natale.
Non mi ritengo un esperto ma un appassionato di certe cose, della ricerca dei simboli, dei significati nascosti, che, se si ha voglia e interesse a cercarli, si trovano.
Parlo dei significati che non appaiono poi così immediati nei racconti biblici, nei racconti evangelici.
Quello che vorrei dare a voi stasera è qualcosa di cui di solito non si parla, perché è inutile parlare delle cose che già sappiamo che, comunque, periodicamente, a Natale si dicono.
Quando parliamo del Natale, della nascita di Gesù, ci sono gli attori principali, gli attori secondari, le comparse.
È chiaro che gli attori principali siano Maria, Giuseppe e Gesù.
Di questi, da 2000 anni si è parlato tantissimo.
Si è parlato molto di Maria, ancora di più di Gesù, molto meno di Giuseppe, che appare per qualche momento, poi scompare.
Quando io ero bambino mi incuriosiva che Giuseppe fosse definito padre putativo.
Appare sempre come una figura abbastanza secondaria.
Vediamo chi sono questi personaggi, chi sono Maria e Giuseppe e che significato dare a qualcosa sulla quale gira molto del credo cattolico e del credo cristiano: la verginità della Madonna.
Che cosa significa tutto questo discorso sulla verginità, per i cattolici e anche per altre confessioni cristiane. Tutte le confessioni cristiane, accettano come un dogma di fede, la verginità di Maria.
In effetti della verginità di Maria parla solo l'evangelista Matteo, o chi per lui, il discorso sulla paternità dei vangeli, è un discorso ampio.
Matteo non parla direttamente della verginità di Maria, riferisce un brano di Isaia in cui si legge che la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele.
Questo è quello che viene riportato da Matteo soltanto che la parola semitica usata da Isaia è "almah", che significa " giovane donna in età da matrimonio", non è "bethulah" che significa "vergine".
Sembrerebbe che Matteo abbia preso questa frase di Isaia non dallo scritto in lingua semitica, ma dalla traduzione greca, la traduzione greca porta "parthénos" che in lingua greca significa "vergine".
Però "parthénos" non corrisponde ad "alma " semitico e questo già è qualcosa che comincia a confonderci le idee.
Questo nella traduzione latina viene riportato come "virgo", ma a sua volta "virgo" non significa vergine, ma nubile, i latini quando volevano indicare una vergine dicevano "virgo intacta".
Però dal latino "virgo" è stato tradotto "vergine".
C'è questa difficoltà di comprendere come realmente sia nato tutto questo discorso della verginità della Madonna.
Continua a leggere su www.energiainmovimento.it

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