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Antonín Dvořák - Sinfonia N°9 in Mi min - DAL NUOVO MONDO "Largo" (From the New World)

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Published on May 7, 2012

Sinfonia n° 9 in Mi minore, op 95 "DAL NUOVO MONDO" - Largo - (1893)
Orchestra Sinfonica di Berlino - direttore Alun Francis

Nella seconda metà dell'ottocento sorge in Boemia un indirizzo musicale nazionalistico di cui i principali rappresentanti sono Bedrich Smetana e Anonin Dvoràk.
Quest'ultimo, figlio di un oste, rivela precoci doti musicali e studia composizione e violino, pre proseguire poi alla Scuola d'Organo di Praga. Dal 1873 al 1877 è organista nella chiesa di Sant'Adalberto. Per qualche tempo è violinista nell'orchestra del Teatro Provvisorio di Praga dirett da Smetana, sostenitore del movimento nazionale in cui Dvoràk trova la sua vera strada. Anche Brahms si interessa al giovane compositore ceco che ben presto comincia a farsi conoscere in patria e all'estero; dirige concerti con proprie composizioni in Europa e in America.
La sua fortuna di compositore è dovuta alla tecnica raffinatissima, alla freschezza dell'ispirazione che attinge alla musica popolare ceca, ma anche alla vivacità e al fascino dei ritmi e delle melodie slave. Le sue prime composizioni si avvantaggiano della forte ispirazione che il musicista sa trarre da danze e melodie della sua terra. Dal 1892 al 1895 dirige il Conservatorio Nazionale di Musica di New York.
Il soggiorno in America gli procura nuovi successi e gli permette di seguire il suo istinto alla scoperta della musica popolare dei Negri e degli Indiani. Si impegna pertanto nella valorizzazione della musica indigena il cui fascino, in qualche misura, influenzerà le composizioni di quegli anni. Dal 1901 dirige il Conservatorio di Praga. Muore nel 1904, al culmine della celebrità che gli rende gran numero di onori, già in vita.
Dvoràk rappresenta la corrente più occidentale della musica ceca, ma l'elemento locale rimane in lui ugualmente molto forte, pur se inserito in un complesso armonico e formale fortemente influenzato dalla musica tedesca. E' il cantore dei sentimenti della borghesia e del contado boemo, offre spontaneità e semplicità e soprattutto la gioia del "far musica", così tipica degli Lavie e dei Cechi in particolare.
Nella sua opera i canti popolari rivivono in un'armonia semplice, fluente e gradita ai pubblici di tutto il mondo. A lui si deve un'abbondante produzione per orchestra e per il teatro Lirico. Ma il vertice è raggiunto nei lavori sinfonici.
Compone nove sinfonie ma pubblica solo le ultime cinque, le più belle e personali. La più famosa è senz'altro la Sinfonia Nà 9 in Mi minore "Danl nuovo mondo" op 95 composta nel 1893 quando si trovava a New York per dirigere il conservatorio e si interessava del folklore musicale americano.
Alcuni hanno affermato che Dvoràk avrebbe adoperato qui temi della musica popolare negra e indiana. Ma lo stesso musicista in un'intervista cncessa al "New York Herald Tribune" alla vigiliadella prima esecuzione della sinfonia in America, smentiva queste affermazioni dicendo: "Non ho adoperato una sola di tali melodie. Ho scritto semplicemente temi originali incorporando in essi talune caratteristiche della musica indiana e, adoperando questi temi come canovaccio, li ho svolti con tutte le possibilità del ritmo moderno, dell'armonizzazione, del contrappunto e dei colori dell''orchestr".
E in effeetti la Sinfonia "Dal Nuovo Mondo" resta un lavoro nutrito essenzialmente dalla trazione musicale europea, anche se l'influenza dell'ambiente americano, e non solo della musica popolare locale, è indiscutibile. Dvoràk infonde in questa sinfonia uno spirito più fresco derivante dalla natura, dalla civiltà e dall'incalzante modo di vita di quella società, così diversa da quella europea. Infatti proprio dall'incontro di due civiltà è scaturita quest'ultima sinfonia di Dvoràk, una delle pagine più celebri e sorprendenti dell'ultimo Ottocento. La composizione contiene una particolarità: Il tema dell'attacco dell'Allegro iniziale ritorna in tutti i tempi che seguono. Si tratta dell'idea madre della sinfonia.
Il Largo, uno dei più emozionanti movimenti lenti nella storia della sinfonia, riecheggerebbe musiche di cerimonie funebri indiane, così come lo Scherzo Molto vivace ricorda i ritmi e le sonorità di feste e danze indigene. Ma si avvertono qui anche la nostalgia e l'amore per la patria lontana. Infine l'Allegro con fuoco finale è il tema più popolare in cui ritorna l'idea madre, che racciude i principali spunti di tutta la sinfonia

Adriano Ferri

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