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Arte Contemporanea italiana - Andrea Benetti "Il colore della luce" con Basmati e Frank Nemola

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Published on Dec 3, 2014

http://www.andreabenetti.com

http://www.andreabenetti-foundation.org

http://www.basmati.it

http://www.italianartpromotion.it

“IL COLORE DELLA LUCE” DI ANDREA BENETTI
VIAGGIO NELLA GROTTA IPERTECNOLOGICA
TRA SUGGESTIONI PRIMITIVE, IMMAGINI DIGITALI E SUONI ELETTRONICI

Ha inaugurato sabato 11 ottobre alle ore 18 nella storica e affascinante location dell’Ex Ospedale dei Bastardini a Bologna la mostra “Il colore della luce-Opere in bianco” dell’artista bolognese ANDREA BENETTI.

Diciotto tele monocrome, nel consueto stile “Neorupestre” del pittore, in cui la luce costruisce il colore.

Opening performance ad alto impatto con il suggestivo allestimento video di BASMATI FILM, Instant Film Project per Andrea Benetti, che proietterà sulla volta del salone le immagini della performance di animazione live di Andrea Benetti, accompagnate dall’esebizione del musicista Frank Nemola, in un corto circuito tra freddi suoni elettronici e il calore della sua voce e delle note della sua tromba dal vivo.

Diciotto tele monocrome, dove il bianco si trasforma in colore sotto la sollecitazione della luce, in un gioco combinatorio e plastico di ombre e luminosità, di campiture piatte e di rilievi: sceglie la purezza primigenia del non colore l’artista bolognese Andrea Benetti nella sua nuova mostra “Il colore della luce - Opere in bianco”, in programma dall’11 al 19 ottobre a Bologna nella suggestiva location dell’Ex Ospedale dei Bastardini (via Massimo d’Azeglio, 41/A). La mostra è curata da Silvia Grandi, docente di Fenomenologia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, con la collaborazione scientifica del Settore CoMe-Contemporaneo Metodologico del Dipartimento delle arti Visive, Performative e Mediali.
Spettacolare l’opening performance in programma sabato 11 ottobre alle ore 18: la sala dell'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli dell’Ospedale dei Bastardini si trasformerà infatti in una moderna grotta, dove alla suggestione sacrale delle opere monocrome allestite negli spazi rarefatti e affascinanti dell’imponente edificio si affiancheranno le più moderne tecnologie d’animazione. Ai tavoli delle consolle, le figure e i simboli tracciati da Benetti su un piano di lavoro saranno ripresi ed animati in diretta nell’INSTANT FILM Project di Basmati film, e proiettati sulla volta della sala in contemporanea alla sonorizzazione live del musicista Frank Nemola, in un’atmosfera da vera e propria grotta tecnologica sinestetica.

Silvia Grandi, curatrice - Tratto dal catalogo della mostra

“Le semplificazioni grafiche delle immagini che animano le tele “neorupestri” di Andrea Benetti mettono in evidenza come nei suoi lavori si ritrovino forme e figure in bilico tra un passato arcaico, che implode fino all’espressività dell’uomo primitivo, e un futuro ipertecnologico. I suoi pattern stilizzati di automobili, aeroplani, scooter si mescolano alle silhouette di cavalli, di bufali e di ominidi, diventando simboli, modelli araldici di un mondo visto attraverso una lente sintetizzante in cui prevale il segno del contorno, l’outlined, per circoscrivere le diverse icone.
Benetti, infatti, non disdegna l’uso, oggi molto in voga tra gli artisti, dello stencil o della mascherina, un metodo rapido ed economico per rappresentare l’essenza comunicativa ed espressiva delle immagini, alleggerite così da eccessivi gravami realistici e descrittivi come nell’attualissimo linguaggio visivo della computer graphic.
Nella mostra “Il colore della luce” Benetti compie un ulteriore passo all’indietro regredendo agli stilemi dell’incisione rupestre monocroma e scabra adottata dagli antichi Camuni, per riadattare in chiave attuale le potenzialità espressive del segno e del tratto inciso. L’annullamento della stesura cromatica, così felicemente usata in tanti lavori precedenti, in favore del monocromo bianco consente inoltre alla luce di farsi colore, di sollecitare le superfici incise imprimendo alle icone una plasticità asettica e talvolta immateriale, così che queste si animano grazie alle infinite sfumature luminose di bianco e di grigio, in un gioco combinatorio di opachi e lucidi, di campiture piatte e di rilievi e aggetti. L’atmosfera si fa misteriosa e quasi mistica in una sorta di rivisitazione della caverna o della grotta dell’Homo sapiens in versione aggiornata, dove alle opere sulle pareti studiate per interagire con l’ambiente, si abbina l’imponente apparato tecnologico predisposto per la performance dell’inaugurazione. In essa il freddo suono elettronico preregistrato di Frank Nemola si alternerà a stacchi ritmici incalzanti, al suono caldo e ancestrale della sua tromba e ai suoi vocalizzi, mentre attraverso l’animazione live di Basmati i soggetti dei quadri incisi sembreranno staccarsi dalle pareti, fluttuando liberi e smaterializzati in pixel luminosi sulla volta."

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