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MILAZZO RAFFINERIA CENTRALE TERMOELETTRICA MESSINA SICILIA

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Published on Apr 18, 2008

MILAZZO RAFFINERIA DI PETROLIO CENTRALE TERMOELETTRICA
http://www.messinacity.com/Giornale/2...
http://www.messinacity.com
comunicato stampa sulla posizione assunta dal
sindaco di Milazzo in merito al servizio televisivo andato in onda su rai 1 sabato mattina alle 8 (comunicato stampa comparso sulla Gazzetta del Sud di oggi 15/04 a pag 45). E' veramente demotivante e deludente
vedere come un amministratore pubblico decida di sminuire le azioni di denuncia piuttosto che cogliere la palla al balzo per agire in maniera autorevole come competerebbe al ruolo che riveste. A distanza di quasi 20 anni dal referendum contro la trasformazione a carbone della
centrale ENEL di S. Filippo del Mela, ci vediamo costretti a cercare di re-ambientalizzare sindaci non capaci di esercitare il loro ruolo. Grazie, Giuseppe Falliti
Indignati da 25 anni
La Sezione di Milazzo del WWF si occupa degli "Inquinamenti" nel Comprensorio del Mela da ben 25 anni e pochi politici avveduti sono riusciti a cogliere i messaggi e gli appelli dei Cittadini veicolati dal WWF e da altre Associazioni ambientaliste. Assistiamo sbigottiti, in particolare, alla dichiarazione priva di senso del sindaco di Milazzo in merito alla trasmissione tv di sabato 12/04 andata in onda su Rai 1. E' evidente che "anche" questo massimo responsabile cittadino della salute non è in grado e non sa come affrontare i problemi derivanti dalla presenza delle industrie inquinanti. E' evidente che Italiano tiene in così scarsa considerazione i diritti alla salute dei Cittadini che definisce "ad effetto" gli allarmanti appelli che vengono da chi soffre in seguito agli inquinamenti. Ma come è pensabile che un sindaco scriva che "l'immagine" della Città sia prevalente rispetto al "diritto alla salute" previsto dall'Art 32 della Costituzione! E' più importante il turista o il Cittadino che rischia di ammalarsi di tumore?
E' assurdo che un sindaco non capisca che la finalità delle denunce è quella di uscire dal tunnel di una illegalità diffusa che ha consentito per anni ad illustri inquinatori di danneggiare LORO la cosiddetta immagine del Comprensorio. La demagogia del potere rappresentata da questo sindaco è palesemente frutto di un malgoverno che non si rende conto che preferisce attaccare chi difende l'ambiente piuttosto che indossare la fascia tricolore ed impedire che si perpetrino altri reati ambientali. Ma che sindaco è colui che non riesce a far muovere la macchina burocratica, in questo caso rappresentata dalla Regione, politicamente affine alla stessa amministrazione comunale, nell'interesse dei Cittadini che rappresenta?
Facciamo presente che il sindaco di Milazzo ogni qualvolta c'è stato un incontro pubblico sui temi degli inquinamenti ha sempre evitato il confronto con le Associazioni ambientaliste, limitandosi ai soliti formali e rituali "saluti iniziali" per sparire subito dopo. Valga per tutti l'esempio dell'incontro pubblico con la Prefettura nell'aula consiliare, per la presentazione della bozza del "Piano di emergenza" per le industrie a rischio, durante il quale, a parte i pochi Cittadini presenti, l'amministrazione non ha brillato per interesse e presenza. La trasmissione televisiva di sabato 12/04 su rai 1 è stata un'ulteriore occasione che, evidentemente, il sindaco non sa cogliere al balzo per dare un'energica scossa proprio a quegli organi istituzionali (Magistratura compresa) che non hanno ancora affrontato l'atavico problema degli inquinamenti.
Se il sindaco avesse partecipato agli incontri di Agenda 21 avrebbe saputo, ad esempio, che i Cittadini hanno un'alta "percezione del rischio" che già di per se è un fattore che aggrava il rischio stesso. Non applicando misure precauzionali ad una situazione caratterizzata da uno stato di conoscenze scientifiche e non rendendone edotta la popolazione, si favoriscono non tanto le paure e i disturbi psicosomatici, quanto vere malattie, compreso il cancro e, ovviamente, gli interessi degli inquinatori! E ricordiamo che "L'OMS non permette alle industrie di partecipare né alla fissazione delle norme né alla valutazione dei rischi per la salute umana". Se si continuano a nascondere sia il problema della diffusa illegalità ambientale sia i rischi che ne derivano (compresi i possibili rischi di incidente rilevante) non ci sarà alcuna possibilità che Milazzo e le città limitrofe possano essere meta anche solo di "turismo toccata e fuga".
Non siamo diversi da Gela e Priolo e lo dimostra il fatto che si stanno perdendo anche alcuni importanti pezzi della sanità proprio perché non si è in grado di pianificare neanche gli interventi sanitari. Responsabile WWF Milazzo Milazzo li 15/04/2008 Dr. Giuseppe Falliti

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