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Premio Pieve, Ettore Scola: "Ogni città dovrebbe avere un archivio dei diari"

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Published on Sep 22, 2014

Pieve Santo Stefano e l’Archivio dei Diari hanno da oggi un altro estimatore d’eccezione: il regista Ettore Scola, al quale è stato attribuito il Premio Città del Diario, riconoscimento riservato a esponenti del mondo della cultura che, nella loro carriera, si sono distinti per il contributo offerto alla conservazione della memoria collettiva. Scola, ospite sul palco della 30esima edizione del premio, ha definito un’”emozione” l’aver conosciuto la realtà nata dall’intuizione di Saverio Tutino. Una soddisfazione che si accompagna tuttavia ad una sfumatura di rimpianto: "In ogni città dovrebbe esserci un archivio dei diari, così che le storie di Italia non vadano perse".
Ad aggiudicarsi il XXX Premio Pieve Saverio Tutino è stato Gaddo Flego, medico fiorentino, che nel 1994, da poco tornato in Italia dal Ciad, decise di partire ad appena 31 anni alla volta del Rwanda insieme a Medici Senza Frontiere. La sua memoria di questa esperienza nel Paese africano devastato da una sanguinosissima guerra civile - che ha portato al genocidio della popolazione Tutsi – è diventata il volume dal titolo "Tra i sopravvissuti. Rwanda 1994”, selezionato dalla Giuria Nazionale del Premio Pieve Saverio Tutino.
Nell’occasione è stata inaugurata una nuova sala multimediale all’interno del Piccolo museo del diario, all’interno del Palazzo Pretorio.

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