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Confindustria e Corte dei conti tracciano un quadro...

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Published on Jun 27, 2008

Confindustria: economia italiana in stagnazione

Il Centro Studi di viale dell'Astronomia lancia l'allarme nel rapporto congiunturale: solo dal prossimo anno ci sara' una modesta ripresa. Ma nel 2008 il pil frena allo 0,1% e l'inflazione e' al 3,4%. E sottolinea: lo sforzo da compiere per il riequilibrio dei conti pubblici appare impegnativo ma il risanamento e' a portata di mano. Corte Conti, allarme spesa pubblica: ''Dispersi 70 mld di euro''

Roma, 26 giu. (Adnkronos/Ign) - Un anno di stagnazione per l'economia italiana. Nel 2008, la crescita del pil si fermera' allo 0,1%, in forte rallentamento dall'1,5% del 2007 per poi ripartire, con una modesta ripresa, nel 2009 con un incremento dello 0,6%. E' questo il quadro delineato dal Centro Studi di Confindustria nel rapporto congiunturale, dal titolo 'Piu' produttivita' e meno poverta'. In Italia il rilancio dei redditi parte dallo sviluppo'. Un quadro che rivede al ribasso le stime del Governo, confermate nel Dpef e presentate nei giorni scorsi, secondo le quali il pil nel 2008 si sarebbe attestato allo 0,5% per salire allo 0,9% nel 2009.

I rincari delle materie prime spingono violentemente verso l'alto l'inflazione italiana, che nel 2008 tocchera' in media d'anno il 3,4%. Circa due punti percentuali in piu' da quell'1,6% dell'agosto dello scorso anno. Solo dalla meta' del 2008 la dinamica dei prezzi potra' conoscere un qualche raffreddamento per dirigersi verso il 3% gia' a fine dicembre e attestarsi al 2,5% nel 2009. Ma la stima e' valida se il prezzo del petrolio, dopo i livelli attuali, tornera' a stabilizzarsi e a moderare la corsa delle altre materie prime.

Dati che ritoccano dunque sostanzialmente verso l'alto le ambizioni del governo, di riuscire a contenere la crescita del costo della vita all'1,7% nel 2008 per piegarla all'1,5% nel 2009, come stabilito dal Dpef presentato nei giorni scorsi. "Non ci sono forti impulsi di origine interna", spiegano gli economisti di viale dell'Astronomia secondo i quali "il graduale rientro della dinamica dei prezzi proseguira' nella prima meta' del 2009 arrivando al 2,2% a giugno.

Ci sono poi i consumi in brusca frenata nel 2008. A determinare una vera e propria stagnazione, con un incremento che non va oltre lo 0,2% annuo dall'1,4% del 2007, e' il caro-energia che insieme ai rincari dei beni alimentari, e' la principale causa dell'erosione del potere d'acquisto.

Sale poi al 2,5% del Pil l'indebitamento netto per il 2008, rispetto al 2,2% stimato lo scorso dicembre. Nel 2009, a politiche invariate e con una crescita economica del 3,2% nominale, il rapporto deficit-Pil tendera' al 2,6%.

Inoltre l'occupazione nel 2008 rallentera' in linea con la stagnazione del Pil. Il ritmo di crescita dei posti di lavoro vedra' un leggero aumento dello 0,1% nel 2008 e dello 0,4% nel 2009 dall'1% del 2007. Sul fronte della disoccupazione si fermera' dopo dieci anni la discesa del tasso previsto al 6,4% nel 2008 (dal 6,1% del 2007) e al 6,5% nel 2009. Il maggiore sviluppo occupazionale si avra' nei servizi (+0,8% nel 2008 e +1% nel 2009) mentre l'industria in senso stretto vedra' una flessione dello 0,8% nel 2008 (tendenza confermata dai dati del primo trimestre 2008), in lieve risalita nel 2009 (+0,2%). Le retribuzioni per dipendente avranno un buon incremento nel 2008 (3,5% dal 2,1% del 2007; 5,6% annuo gia' nel primo trimestre, inclusi arretrati e una tantum), in seguito al concentrarsi del rinnovo di molti contratti. Incremento che sara' però vanificato nel potere d'acquisto dal brusco aumento dei prezzi al consumo (+3,4% dall'1,8% del 2007), come effetto dei maggiori costi degli input energetici e alimentari importati.

"Lo sforzo da compiere per il riequilibrio dei conti pubblici appare impegnativo ma il risanamento e' a portata di mano", secondo il Centro Studi di Confindustria che giudica così i primi passi del governo sulla manovra economica che attende il paese. "E' positivo che il nuovo ministro dell'Economia abbia fatto propri sia gli obiettivi delineati dal Dpef 2008-2011, che prevede il pareggio di bilancio nel 2011, sia le linee di intervento tracciate nella Ruef (Relazione unificata sull'economia e la finanza) predisposta dal suo predecessore, come dimostra la volonta' di dare seguito alla riduzione della spesa corrente primaria di oltre due punti di pil", dicono ancora gli economisti di viale dell'Astronomia.

Ma la "vera sfida", dice ancora Confindustria, non e' tanto di contenere la spesa quanto piuttosto "di riqualificarla, plasmandola nella composizione ai bisogni della societa' e dell'economia, ponendola al loro servizio e potenziando le funzioni tipiche dello Stato". Certo, "e' un'opera titanica", riconoscono gli economisti, ma dalla quale derivera' "una leva per innalzare il benessere non solo economico e liberare le energie per lo sviluppo"


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