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Giuseppe Maria Mitelli

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Published on Nov 16, 2011

Giuseppe Maria Mitelli nasce a Bologna nel 1634, secondogenito di Lucrezia Penna e Agostino Mitelli, già pittore di chiara fama.
La Formazione di Giuseppe Maria, così come indicato dallo Zanotti si avvia all'interno della tradizione pittorica bolognese: viene condotto dal padre presso l'Albani, poi Guercino, Cantarini e quindi Flaminio Torri.

Tralasciando il valore indiscusso della produzione pittorica del Mitelli consideriamo la sua impareggiabile e sterminata opera grafica, da lui sovente definita "un gioco", caratterizzata da un segno spesso aspro, da un'attenzione tutta particolare al vero e al quotidiano, dal ruolo centrale che i testi e i contenuti delle sue opere giocano negli equilibri della composizione.


Già sul finire del '500 l'acquaforte era la tecnica prediletta per la comunicazione figurativa a stampa e Mitelli ne fa sue le potenzialità come strumento di riproduzione o diffusione e, allo stesso tempo di espressione artistica: ponendosi sulla scia degli insegnamenti del Guillini da un lato e del Cantarini dall'altro. Eppure entrambe queste vie, unitamente ad una tradizione popolare e didascalica, moralistica vengono filtrate e sintetizzate dal Mitelli, declinate in una produzione assolutamente unica.


Tra le opere più significative citiamo importanti raccolte come le Ventiquattr'hore dell'Umana Felicità, i Proverbi, le Arti per Via, l'Alfabeto in Sogno e ancora le sagaci caricature disegnate dal De Rossi e incise dal Mitelli nel 1686, tutto il gruppo dei celebri "Giochi" e poi tante stampe singole che di volta in volta venivano stampate a commento e memento di un qualche fatto di cronaca... in questo corposo insieme la realtà popolare e quotidiana della Bologna di fine '600, con i suoi personaggi e i suoi mestieri, le proprie miserie e gli indiscutibili paradossi umani, vengono colti dal Mitelli, raffigurati graficamente in teatrali composizioni, commentati su lastra con distici, note, metafore, motti.


Mitelli è uomo di cultura, per formazione e per inclinazione personale, frequenta l'accademia dei Gelati, si rapporta con gli esponenti più di spicco del mondo dell'arte a lui contemporaneo, insegna a sua volta; la sua produzione, tante volte definita popolare, si rivolge in realtà ad un ceto medio in grado di leggere e di correttamente interpretare i messaggi educativi e socialmente etici che mai mancano nelle sue stampe, anche se velati da un'arguta ironia, da un divertito occhio sul mondo.


Quello che sappiamo del Mitelli conferma peraltro questa indole equilibrata e giocosa, capace di cogliere lucidamente la fallacità umana di condannarla e allo stesso tempo sorriderne saggiamente: intimamente cattolico, amante dei dolci, della buona tavola e dei marroni, frequentatore di osterie, fortemente contrario alla guerra e alle sue follie, avversatore di ogni tirannia, attento ai poveri e alle loro miserie, appassionato di caccia, un po' misogino un po' gaudente...
Mitelli amò anche viaggiare, abbiamo notizia di un suo soggiorno in Spagna come collaboratore del padre, gli piacque danzare, recitare e cantare, come testimoniato dagli scritti del fratello, padre Giovanni Maria, a cui sono peraltro attribuite le quartine delle Ventiquattr'hore.

  • Category

  • Song

    • Ascencion
  • Artist

    • Terry Riley
  • Album

    • Atlantis Nath
  • Licensed to YouTube by

    • The Orchard Music (on behalf of Sri Moonshine); Music Sales (Publishing), and 2 Music Rights Societies

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