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AVIpS: Andrea Daprai promuove la donazione di sangue

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Uploaded on Aug 9, 2011

Andrea Daprai è sinonimo di sport estremo. Ma ha reinvintato questo sport con una sorta di "Triathlon dell'estremo". Dislivello complessivo di 5.400 metri. IL tutto in meno di una giornata, in meno di 23 ore. E quando si parla di spot estremi si parla di Andrea Daprai.Un uomo che è riuscito ad imporre un nuovo record sul Monte Bianco. Ha coperto la distanza verticale dai Mari Liguri al Monte Bianco in meno di 19 ore. 18 ore e 58 minuti: questo è il tempo che Daprai ha impiegato per scendere 30 metri in apnea nel Mar Ligure, percorrere 313 chilometri in bicicletta partendo da Andora (Savona) sino a Courmayeur (Aosta) e scalare i 4810 metri del Monte Bianco. Già solo descrivere quello che ha fatto Andrea Daprai sembra complicato. Sette-otto ore al giorno di allenamento, e un fisico da fuoriclasse e talento puro per realizzare questa impresa. All'arrivo, dopo gli applausi anche i controlli antidoping per mostrare che lo spot, se fatto correttamente non ha bisogno di scorciatoie. Fatica come un valore, fatica che ti accompagna, ma all'arrivo la soddisfazione di avercela fatta con le (sole) proprie forze. La gioia di mostrare come il corpo umano, è veramente una "macchina perfetta" se solo la si conosce. Ma non solo sport: per il 2011 Daprai ha in programma un nuovo record, diverso ma fantastico: quello di coronare il sogno di "mettere insieme" una famiglia con l'amata compagna.
Ma pochi sanno che Andrea, oltre alla fatica negli spot estremi, conosce un altro tipo di fatica, che si tramuta in gioia quando si concretizza: la gioia di donare sangue. "Innanzitutto io sono donatore Avis -- spiega Daprai intervistato dal giornalista Paolo Colleoni -. E' un anno che non dono in quanto sono stato via e non me la sentivo (visto quello che comporta la preparazione del record ottenuto si capisce il motivo -- n.d.r). Io credo che queste cose, questo gesto faccia veramente del bene" Un gesto che per Andrea Daprai, come atleta dal grande cuore, assume un significato particolare: "Soprattutto per un atleta che sta bene, ed ha questa fortuna, penso sia doveroso farlo". Il gesto di donare sangue: non tutti i donatori sono come Andrea, che come Crazy Team ringraziamo per le belle parole e per la splendida testimonianza. Ma un gesto che condivide con il record di Andrea Daprai la straordinaria grandezza: quella di salvare una vita. E se un atleta può fare questo gesto, tutti avendo la fortuna di stratare bene, possono essere protagonisti di questo fantastico record, salvare una vita, in quato meraviglioso cammino che è la vita. Per l'intervista si ringrazia Paolo (Paolino) Colleoni giornalista di Più Valli Tv e per il montaggio il vulcanico e sempre prodigo di idee Niki. Ora non rimane che percorrere un percorso un po' più semplice di quello che ha svolto Andrea Daprai, ma non per questo meno importante: andare in un centro donazione a donare sangue. Una vita aspetta il proprio eroe.

Il record di Andrea Daprai (testo tratto dal bellissimo servizio di TV7)
Storia di un record sportivo. 18 ore e 58 minuti dai meno trenta metri dal Golfo Ligure al largo di Arenzano (provincia di Genova)ai 4810 metri della vetta del Monte Bianco. A stabilirlo è stato Andrea Daprai: maestro di sci del trentino e amante degli sport estremi. Il suo obiettivo era di farcela in 23 ore: ci è riuscito in meno di 19... Comincia con la prova di apnea in mare. Un ora per riprendere fiato, via la muta abiti da ciclista e 312 chilometri in bicicletta attraverso Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta fino ai 2.000 metri del Lago del Miage. Nella prima parte della lunga pedalata ad accompagnarlo fino ad Alessandria, Maurizio Fondriest ex campione del mondo di ciclismo. Poi da solo di notte, salendo verso le alpi, con pendenze micidiali del 15 per cento. Sceso dalla bici, alle tre di notte, controlli medici al Balcony Bar, dove Andrea smette i panni da ciclista per indossare quelli da montagna. Lo attendono ancora 3000 metri di dislivello da percorrere a piedi e sugli sci e infine 500 metri di arrampicata sul ghiacciaio. Le suggestive immagini dall'elicottero mostrano le immagini finali: Andrea è accompagnato da una guida fra i crepacci del ghiacciaio. Passo lento ma costante, mentre l'ossigeno si fa sempre più rarefatto. L'impresa gli è valsa il record mondiale per il massimo dislivello attivo: 5.400 metri circa. E l'iscrizione quindi di diritto nel Guinness dei primati.

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