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Paul Hindemith: Mörder, Hoffnung der Frauen op.12 (1919)

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Published on Feb 3, 2011

Paul Hindemith (1895-1963): Mörder, Hoffnung der Frauen, opera in un atto su testo di Oskar Kokoschka, op.12 (1919) -- RIAS-Kammerchor diretto da Uwe Gronostay -- Radio-Symphonie-Orchester Berlin diretta da Gerd Albrecht --

L'Uomo: Franz Grundheber, baritono
La Donna: Gabriele Schnaut, soprano
1° Guerriero: Wilfried Gahmlich, tenore
2° Guerriero: Victor von Halem, basso
3° Guerriero: Bengt-Ola Magnusson, tenore
1a Ragazza: Lucy Peacock, soprano
2a Ragazza: Gabriele Schrekenbach, contralto
3a Ragazza: Beatrice Haldas, soprano

-- painting by Rudolf Schlichter

--L'esordio teatrale di Paul Hindemith va situato nel clima del cosiddetto 'espressionismo di Francoforte', una corrente artistica della cultura tedesca affermatasi nei drammatici anni della caduta dell'impero guglielmino. Il giovane compositore, non ancora terminati gli studi, ma già dal 1916 Konzertmeister dell'orchestra dell'Opera di Francoforte, era venuto a conoscenza della figura del pittore e scrittore viennese Oskar Kokoschka dalla rivista 'Kunstblatt'. Nel 1917 Hindemith trovò pubblicato, in una collana di tono radicale intitolata Der jüngste Tag (Il giorno del giudizio), la quarta e ultima versione del dramma 'maledetto' di Kokoschka Assassino, speranza delle donne. Preso dalle discussioni estetiche della cerchia dei giovani intellettuali francofortesi, Hindemith decise infine di metterlo in musica, forse pensandolo già come il primo pannello di un trittico, e compì il lavoro nell'estate del 1919.

Il dramma di Kokoschka, che vuole essere allusivo al modello della tragedia antica, è una angosciosa e passionale raffigurazione che ha per tema il conflitto amoroso tra uomo e donna, qui trasfigurati liricamente nei caratteri simbolici di un Uomo-condottiero e di una Donna-fortezza. L'azione, ambientata in un tempo epico, si svolge davanti a una torre chiusa da un portone a inferriata, in una notte illuminata dai lampi delle fiaccole. L'Uomo, «dal volto bianco e dall'armatura blu», giunge alla testa dei suoi guerrieri alla conquista della fortezza. La Donna, «vestita di rosso, con i capelli biondi sciolti, grande», lo contrasta. La loro competizione, sostenuta dal dialogo dei rispettivi gruppi di seguaci, uomini da una parte e donne dall'altra, si carica via via di un'aggressività sessuale sempre più evidente. Il culmine violento si raggiunge quando l'Uomo ordina di marchiare a fuoco col proprio stemma la Donna, che nel terribile dolore lo colpisce a sua volta al fianco con un coltello. Rantolante dentro la gabbia di ferro, l'Uomo esercita tuttavia ancora fascino sulla Donna, che lo desidera. Presa dal terrore e dall'odio per il rifiuto dell'Uomo rizzatosi di nuovo in piedi, la Donna precipita dalle scale, rovesciando i bracieri, che propagano il fuoco nella torre. I soldati e le ancelle, vedendo in lui il demonio, cercano di mettersi in salvo dall'Uomo, che li scaccia «come mosche». Mentre le vampe si sprigionano dalla fortezza, l'Uomo fugge tra le fiamme; si ode di lontano il canto del gallo che annuncia il mattino.

Il giovane Hindemith, alle prese con un testo secco, veloce e incandescente come quello di Kokoschka, cercò di ancorare il ritmo drammaturgico a una solida struttura musicale, creando una sorta di forma-sonata drammatica. Lo stile della composizione, per quanto volesse apparire spregiudicatamente moderno, è ancora legato al teatro tardoromantico, già a partire dalla dolorosa dissonanza degli ottoni in apertura, che richiama lo Strauss espressionista; e non manca neppure qualche traccia di pittura melodica alla Puccini. Hindemith, ancora alla ricerca di una propria identità artistica, segue inevitabilmente dei modelli, ma anche in questa prima opera dimostra una maestria di prim'ordine nel costruire un'orchestra potente senza ricorrere a effetti plateali, e rivela altresì una originale freschezza negli interventi corali. L'opera è praticamente scomparsa dopo i primi allestimenti degli anni Venti, che pure avevano avuto un certo successo. Oltre che dalla fatale ingiuria del tempo, Mörder fu messa al bando, assieme agli altri due primi atti unici Das Nusch-Nuschi e Sancta Susanna, dallo stesso compositore, che impose su di loro una vera e propria censura. Il titolo venne ripreso, per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, a Darmstadt nel 1969.

Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi

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