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Le trou société - Gioventù Cannibale.wmv

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Published on Sep 23, 2011

E' la quinta traccia di "Piano Sequenza - retrospettiva di musica a napoli negli anni '00 a cura del korovamilkbar e del tpa/arkfotolab"

5 - le trou société - gioventù cannibale (2003)

francesco bordo - voce, chitarra
enrico de cenzo - chitarra, basso
cristina del core - batteria

www.letrousociete.it

registrato e abortito a napoli al prano music studio, nel maggio 2005. tratto dall'ep autoprodotto "le trou société", 2005.

piano sequenza

come la tecnica cinematografica da cui mutua il nome, questo progetto è uno sguardo continuo, lungo sei anni con cui il korovamilkbar ha provato a raccontare la musica di una città che va sempre più perdendo le proprie specificità, assumendo quei tratti nervosi riconducibili a tutte le metropoli. non si tratta di un racconto esaustivo, né avrebbe voluto esserlo, né sarebbe potuto mai esserlo: sono troppe le proposte in note che ignoriamo, pur avendone passate molte al vaglio. e nemmeno è questa la prima autoproduzione nata in seno ai nostri collettivi, continuando e prendendo spunto da un progetto nato nel polveroso sottoscala dello s.k.a.: u*topi*a, che tra il 2000 e il 2006 ha realizzato un tour e ben tre autoproduzioni, contribuendo alla creazione di un'altra sala prove ubicata nel c.s.o.a. officina99. piano sequenza, altrettanto, si propone di riferire di una musica che racconti e rifletta tanto le anime musicali del programma, quanto quelle delle viscere da cui nasce. Il risultato è una sequenza di brani per cui korova ha tifato passandoli ripetutamente con gioia, a prescindere dalle "fortune" dei gruppi stessi. alcuni dei nomi hanno avuto affermazione anche fuori dei confini campani, altri sono abortiti sul nascere, altri preferiscono l'anonimato, altri ancora non si sono mai curati di "emergere" dal sottobosco, fermi nella volontà di esternare la propria musica come necessità, e/o di sconfessare polemicamente quegli iter più o meno consolidati prescritti dal music business. a partire dai diritti d'autore e dalla loro negazione, fino all'elusione sistematica della s.i.a.e.. inutile anche aggiungere che "piano sequenza" è un lavoro rigorosamente autoprodotto e fiero di essere tale. lo stesso progetto fotografico, curato dall'arkfotolab e con il contributo di alcuni giovani fotografi, segue una logica analoga, spostando però il concetto di piano sequenza, dal concreto della tecnica all'idea di città. se la fotografia è impossibilitata a restituire la complessità del reale per immagini sequenziali, è pur sempre vero che esse possono ricollocarsi nella mente come un unico quadro, un libero susseguirsi di ricordi, suggestioni, luoghi vissuti amati e odiati, molto spesso dimenticati.

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