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Fininvest & Riciclaggio (parte 1)

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Published on Nov 27, 2007

Filmato scaricato da Google video.
L'ex commissario della polizia svizzera Fausto Cattaneo racconta le sue esperienze di infiltrato all'interno dei cartelli della droga sudamericani. La sua testimonianza, accanto a quella del giornalista Sidney Rotalinti, denuncia i traffici di droga verso l'Europa e il riciclaggio di grandi capitali attraverso grandi gruppi finanziari come quello Fininvest.
L'inchiesta di Cattaneo venne fatta terminare improvvisamente all'inizio degli anni 90, proprio quando stava raccogliendo prove importanti su come i narcotrafficanti riciclavano il loro denaro. Nello stesso tempo, la Lega Nord, faceva crollare il primo governo Berlusconi (secondo questo filmato proprio perché il movimento politico padano non voleva sostenere una persona implicata in inchieste di riciclaggio di narcodollari)..

Viè inoltre un secondo fatto di questi giorni che vorrei mettere in relazione con questo filmato:
dal Corriere del Ticino di sabato 24 novembre 2007

"Il Tribunale federale di Losanna ha confermato il blocco di circa 150 milioni di franchi che era stato deciso dal Ministero Pubblico della Confederazione (MPC) su richiesta dei magistrati milanesi titolari della nota inchiesta 'Mediaset'.
Nei giorni scorsi i giudici di Mon Repos hanno infatti sconfessato quattro società legate al gruppo Fininvest, di proprietà della famiglia Berlusconi, e a Mediaset (sodalizio controllato dalla prima), tutte titolari di un conto presso la succursale dell'UBS di Manno. I fondi sequestrati in Ticino sarebbero legati a una serie di compravendite, in tutto o in parte fittizie, di diritti cinematografici e televisivi per la trasmissione di film sui canali gestiti da emittenti facenti parte del citato gruppo.
Parallelamente l'Alta Corte ha anche stabilito che il Ministero pubblico della Confederazione può continuare a fornire assistenza giudiziaria agli inquirenti lombardi, confermando di conseguenza il contenuto delle decisioni finali della Procura federale che avevano quale scopo la trasmissione di documenti bancari raccolti negli scorsi mesi sulla piazza finanziaria luganese.
Si tratta dell'ennesimo colpo di scena di un'annosa vicenda che ormai interessa diversi paesi, tra cui, appunto, il nostro. Gli inquirenti italiani indagano infatti da oltre una decina d'anni sull'attività di società direttamente i indirettamente legate a Mediaset e di diverse personalità italiane tra le quali l'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, e alcuni operatori finanziari attivi a Lugano. In proposito vale la pena di ricordare che un primo troncone dell'inchiesta era stato chiuso nel 2005 con il rinvio a giudizio di ben 14 indiziati con l'accusa a vario titolo di frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita e riciclaggio.
Complessivamente si parla di circa 170 milioni di dollari che sarebbero stati versati in "fondi neri" in Svizzera e in altri paesi. E i soldi bloccati all'UBS di Manno rappresenterebbero circa i due terzi delle disponibilità non dichiarate (in proposito si parla di almeno 118 milioni di dollari). Grazie ad esse il gruppo Mediaset sarebbe riuscito a ridurre l'ammontare degli utili al fine di pagare meno imposte" (Ats/Red).

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