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MAMME DIABETICHE IN GRAVIDANZA. La sperimentazione della App "TreC_Diabete" in Trentino

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Published on Apr 10, 2019

Gravidanza e diabete, la sicurezza in una app
Sviluppata dalla Fondazione Bruno Kessler e da TrentinoSalute4.0, e progettata per il monitoraggio costante delle mamme diabetiche, la App è in sperimentazione in Trentino da alcuni anni.

Si chiama "TreC_Diabete" ed è una applicazione sviluppata da TrentinoSalute4.0 e, in particolare, dall'unità di ricerca E-health del Centro ICT della Fondazione Bruno Kessler di Trento, nell'ambito del progetto TreC - cartella clinica del cittadino.
Presso il Centro diabetologico di Trento (CAD), l'unico centro di riferimento per tutto il Trentino per la donna diabetica in gravidanza, è in corso una sperimentazione che vede la prescrizione della App per la cura delle donne in gravidanza con il diabete. L'applicazione è estesa anche a casi selezionati di giovani all’esordio di malattia e con preferenza alle persone che vivono nelle valli, lontano dal centro. Dal 2013, TreC_Diabete è stata prescritta a più di 26 donne, di cui 23 mamme che la hanno utilizzata quotidianamente già dalle prime settimane di gestazione fino al parto.
“Da alcuni anni” – spiega la dott.ssa Tiziana Romanelli, responsabile del servizio diabetologia dell’APSS di Trento – “si sperimenta un metodo innovativo per seguire le donne con diabete di tipo 1 in gravidanza”. Infermieri e medici tengono monitorati i pazienti attraverso un “cruscotto medico” via web. “Qui” – prosegue la dottoressa Romanelli - “prescriviamo i farmaci, ma anche questa App che permette di raccogliere dati giornalieri dei pazienti per il controllo della glicemia e anche di mettere in contatto il centro diabetologico con la donna attraverso una chat per poter suggerire il metodo migliore per il controllo della glicemia”. La App si può personalizzare dal cruscotto medico secondo le necessità di ciascuna donna. È un po’ come prescrivere le dosi e le modalità di assunzione di un farmaco. “Per noi medici” – aggiunge Romanelli – “l'innovazione consiste proprio nella possibilità di prescrivere la App per la gestione di una patologia cronica”.
L’interazione via chat con la paziente (una sorta di WhatsApp) ha permesso alle mamme di sentirsi tranquille e in “buone mani” – come ha dichiarato Sarah, ragazza inglese che vive in Trentino da più di 7 anni, sposata con Moreno, con cui ha due figli. Sarah ha utilizzato la App anche quando, al sesto mese della sua seconda gravidanza, ha deciso di intraprendere un viaggio in auto per trascorrere le vacanze a casa sua, in Inghilterra. Montata la tenda sopra l’auto, è partita dal Trentino con il marito Moreno e la piccola primogenita, di appena un anno. “È stato un po’ più difficile seguire le indicazioni della dottoressa perché quando sei in viaggio non sempre si riesce a mangiare correttamente e farsi il monitoraggio della glicemia nei tempi corretti. Ma siccome devi scrivere quello che mangi, ci stai più attenta. Non appena trovavamo la rete wifi inviavo i dati che avevo inserito nella App e attendevo la risposta del team diabetologico. Senza questa App non avrei mai potuto fare questo viaggio “wild” (selvaggio) e tornare a casa a vedere la mia famiglia”.
“Sono mamma da due anni di una piccola peste. Quando ho scoperto di essere incinta la dottoressa Romanelli mi ha proposto di entrare a far parte di un progetto. Ero convinta si trattasse di sperimentare un nuovo microinfusore, un nuovo farmaco. E invece mi sono ritrovata in mano un cellulare e un’applicazione... ed io non sono tecnologica! Da lì poi è iniziato il percorso più bello che ho avuto nella vita. Mi sono sentita in famiglia” – ha raccontato Katia, un’altra delle mamme che ha utilizzato la App durante la sua prima gravidanza.
“Ti sentivi sempre in reparto. Invece che essere ricoverata in ospedale, eri a casa tua e facevi la tua vita” – dichiara Lara, di Riva del Garda, che ha utilizzato la App con entrambi i suoi bambini. “Ormai siamo tutti abituati ad usare App sul cellulare. Questa l’hanno sviluppata in modo che chiunque possa capire come funziona”.
“Mi è piaciuta come esperienza. Sia il medico che il team erano disponibili ad aiutarmi in tutto. Avere dei professionisti dietro di me, mi ha trasmesso sicurezza” – racconta Gema, neo mamma che da un paio d’anni per amore si è trasferita dalla Spagna e ora vive nelle Valli Giudicarie.
Nella prima sperimentazione, il diario digitale del diabete era disponibile per smartphone con sistema operativo Android, mentre con la nuova versione della App, anche i cellulari Apple potranno installarla.
“Le tecnologie di intelligenza artificiale che si sviluppano in Fondazione Bruno Kessler” – spiega Paolo Traverso, direttore del Centro ICT della FBK di Trento – “permettono di costruire sistemi e applicazioni che interagiscono con le persone e le aiutano a prendersi cura della propria salute”.
per info: www.trentinosalutedigitale.it
Regia di M. Lucianer (TS4.0)

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