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  • VLORA 22 ANNI DOPO: LE IMMAGINI E LE TESTIMONIANZE DI QUEL GIORNO

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    Vlora, un nome che nella memoria di molti baresi e di ancor più albanesi, evoca un'infinità di emozioni. Dagli inizi di agosto ogni anno, chi ha vissuto in prima persona lo sbarco della Vlora a Bari rivive quei momenti. 22 anni dopo il clima afoso di questi giorni rimanda al clima del 1991. Un passaggio anche di sfuggita per il Porto e sembra di rivedere stagliato contro il cielo quel grappolo d'uva, l'immagine da sempre evocata dal fotoreporter Luca Turi che quelle immagini le ha stampate nella mente e sulle pareti del suo ufficio, per non dimenticare. Uno sguardo allo stadio della Vittoria e sembra di udire ancora quelle voci, quell'umanità compressa in un campo di calcio. E' Halim Milaqi, storico comandante della "Vlora", da molti definito un'eroe, il detentore della memoria più vivida di quell'evento storico. L'uomo che portò in salvo 20mila persone, gli stessi che nel Porto di Durazzo la mattina del 7 agosto 1991 assaltarono la sua nave che scaricava lo zucchero proveniente da Cuba. La nave Vlora era in quel momento l'unica sponda con quell'Italia tanto amata e desiderata, divenuta L'El Dorado dei tempi moderni grazie al potentissimo mezzo della tv.

    "22 anni fa esattamente oggi vivevo un'esperienza rimasta impressa nella mia memoria. Immagini indelebili che né il tempo né le esperienze fatte possono sbiadire. Ricordo persone ferite, sia fisicamente che nell'animo. Un uomo mi minacciò di partire, era armato. A nulla valse il mio tentativo disperato di dire loro che la nave era in avaria, che forse non avremmo potuto raggiungere l'Italia. Il radar era fuori uso, Brindisi rifiutò l'attracco, Bari ci accolse non senza titubanze. Ho condotto una nave allo sbando: solo l'incredibile forza di volontà mi ha guidato fino alla banchina."

    Bambini, donne, anziani, uomini, aggrovigliati in un tumulto di speranze. Alcuni morirono, tanti giunsero disidratati, molti mettendo piede sul suolo italiano iniziarono una nuova vita. La testimonianza più diretta è quella dell'ispettore di Polizia Nicola Montano, che all'epoca dei fatti seguì tutte le operazioni di sbarco e del seguente respingimento alla frontiera di tanti albanesi.

    "Ebbi l'incarico di far imbarcare tutti sulla "Tiziano" per il ritorno in Albania. Arrivò un pullman carico di persone e mi colpì la disperazione di una donna che piangeva. Le chiesi cosa le fosse successo e mi disse che aveva perso la sua bambina e che non voleva andare da nessuna parte senza di lei. Avevo l'ordine di rimpatriare tutti, ma non potevo rimandare indietro quella donna senza sua figlia e non lo feci."

    Passano gli anni ma ancora l'esodo della Vlora rimane uno degli avvenimenti storici più importanti che hanno coinvolto la città di Bari ed i cugini di oltre-adriatico. Dopo 22 anni molti di quegli albanesi giunti con la Vlora in Italia, tornano a casa proprio in questi giorni transitando dal Porto di Bari. Show less
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