Jacques Derrida - Essere e Tempo (sub ITA)
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All Comments (31)
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@repazzo la critica di Sokal è giusta per quanto riguarda certi filosofi, che abusano a sproposito di concetti scientifici fuori posto, ma non mi pare sia applicabile a Derrida (mentre lo è, forse, a Deleuze e a Lacan - che però fu un analista) che non mi sembra cada spesso in questo genere di argomenti.
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Grande filosofo ma preferisco Deleuze
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La cosa più rivoltante, in ogni caso, è affrontare simili questioni al computer.
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@repazzo (in ogni caso se questo è duro da capire, cosa sarà mai della Wissenschaft der Logik hegeliana?)
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@repazzo a me sembra abbastanza chiaro, anche se riconosco che l'ultimo Derrida certe volte (penso a testi precisi) è molto irritante e gioca un po' a fare l'ermetico. Il primo Derrida (quello de "La voce e il fenomeno") invece è davvero un gran filosofo.
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Fantastico, lo scontro tra analitici e continentali rivive anche nei commenti di Youtube...
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si è sempre depensati. ma la questione principale è: chi è che ci parla dentro? Tutto il resto sono parole che appunto sono frutto di automatismi? Qual è il principio?
Il filosofare è inutile.
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Derrida fa l'Heidegger con (o contro) Heidegger. e gli riesce male. Sovrappone, giocando con la logora liturgia delle parole, due tipi di domande che Heidegger teneva ben distinte. Il "che cos'è" non è una domanda sul senso dell'Essere, ma sul suo significato (nonchè sul significato degli enti). Denunciandone la natura metafisica Heidegger ne aveva colto la differenza, Derrida - nella migliore delle ipotesi - la vuole occultare.
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Se lui provasse a comunicare, ci riuscirebbe meglio. Se supponiamo per un istante che lui in realta non stia dicendo nulla, ma semplicemente de-costruendo le istruzioni dello shampoo antiforfora, allora e meglio comunicare solo alla nobiltà e non agli infanti!
Leggi se puoi " Imposture intellettuali - Quale deve essere il rapporto tra filosofia e scienza?" di Alan Sokal
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Non ho detto che tu sia un idiota, ma soltanto che, per capire quello che D. sta dicendo (che, ripeto, è a mio avviso perfettamente chiaro) si devono padroneggiare i termini del dibattito a cui si riferisce. Immagina di ascoltare, completamente sprovveduto, qualche filosofo del linguaggio analitico che parla di connotazione dei nomi propri o di atti perlocutivi... non credi che la sensazione sarebbe esattamente la stessa? che non stiano dicendo nulla?
...ma non è che il pensiero occidentale è fallimentare, mentre quello orientale risolve gli le domande. Se le domande sono vere domande non vi si possono risolvere punto, altrimenti sono problemi. Alle domande si può CORRISPONDERE, e certamente la meditazione è un modo degno tanto quanto scrivere un trattato di metafisica. Ma pensare che l'unico modo sia quello non va.
codadilupo83 2 years ago 8
io mi interroggo sull'interrogazione dell'interrogazione :)
bananartista 2 years ago 4