Lorenzo Pavolini a colloquio con Arnaldo Colasanti racconta il suo libro Accanto alla Tigre (Fandango, 2010) in occasione di Babel. Festival della Parola in Valle d'Aosta
"Accanto alla Tigre", caso editoriale di questa primavera, tra i 12 libri finalisti del Premio Strega 2010, è un vero voyage d'apprentissage, un sofferto racconto interiore alla scoperta del male. Lorenzo Pavolini è il nipote del più feroce dei fascisti, Alessandro Pavolini, ispiratore delle Brigate Nere, Ministro irriducibile e fanatico, il vero fascista, il Goebbels italiano. A tal punto estremista da essere fautore di una sorta di fasciocomunismo, senza ideali per la libertà. A lui avevano raccontato che il nonno era un anonimo aviere, un Saint-Exupéry italico. A scuola, a 12 anni, lo vede sfigurato in una foto, accanto ai cadaveri di Mussolini e di Claretta Petacci. Comincia un doloroso percorso nella memoria non vissuta. A Babel Lorenzo (Pavolini) racconta se stesso attraverso Alessandro (Pavolini). E viceversa. C'è anche un esilio della memoria, un viaggio aperto e senza fine.
Aosta, 28 aprile 2010
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