La danza rievoca la costruzione dei tetti a cupola definiti in gergo a carusiello, che hanno caratterizzato l´architettura ischitana e mediterranea fino agli anni ´50. La costruzione avveniva secondo canoni ben definiti: la sagoma del tetto veniva preparata con unintelaiatura in legno che a sua volta veniva rivestita da un manto di creta e lapillo. A questo punto cominciava la Vattut e ll´astreche ovvero la battuta del lastricato solare, in quanto bisognava comprimere il lapillo bagnato da calce bianca viva fino a renderlo impermeabile. Durante questa fase, che si concludeva dopo ben tre giorni di lavoro ininterrotti, si utilizzava un palo di legno con l´estremità´ inferiore allargata definito Pentone, per poter comprimere più facilmente il lapillo. Alla costruzione partecipava solitamente tutta la comunitá locale. Per alleviare il lavoro, i battitori (definiti in gergo Pentonari) cantavano, raccontavano aneddoti e filastrocche. Il ritmo della battuta dei pali sul lapillo era dettato da un gruppo musicale formato da un tamburellista, da un clarinettista e da un fisarmonicista.
Era una tradizione abbastanza dimenticata. Grazie di questo video!
giornobalordo 1 year ago
bellissmo video!!!!!!!!!!!!!!!!!
complimenti.
castagnagio 1 year ago