Maria della Neve 1p - la mamma dei sanzesi -26 luglio 2006 salita al Monte Cervato

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Uploaded by on Jul 8, 2010

Maria della Neve 1p - la mamma dei sanzesi
La mattina del 26 Luglio a Sanza (piccola comunità della provincia di Salerno) comincia un rito millenario,si tratta di un pellegrinaggio, di un faticoso viaggio di penitenza cui partecipano uomini e donne di ogni età.
Intorno alle 4/4,30 la statua della Madonna della Neve, precedentemente fissata in una stipa (bacheca di legno) che qui viene definitivamente chiusa, inizia il suo cammino portata a spalla sul monte Cervato. L'andatura deve essere sostenuta lungo tutto il percorso per poterlo coprire prima che il sole sia alto nel cielo. Noci delle Conche, Collata la Gorla, Chianolle sono le uniche brevi soste che la compagnia si concede. Poi l'ultimo tratto, particolarmente duro: Chiaia amara, un'erta rocciosa resa ancora più ardua dalla stanchezza accumulata nelle ore precedenti. Gli otto che trasportano la stipa sono soccorsi dagli altri. Diventano dieci, dodici, sedici... una catena di persone che verso le ore 7 arriva alla Crocicchia.
In lontananza appare la cappella: la parte più disagevole del percorso è conclusa. Via, dunque, verso l'agognata meta, dove sono ad attenderli altri fedeli, partiti di buon'ora, sempre a piedi, lungo lo stesso itinerario oppure là giunti in auto, ma attraverso un altro percorso.L'arrivo della statua sul monte è un momento carico di commozione, cui seguono canti e celebrazioni.
La statua rimane sul monte fino al mattino del 5 agosto.
Nel pomeriggio del 4 agosto una cerimonia dal significato profondo dà inizio alle celebrazioni religiose che concludono la permanenza della statua sul Cervato: il SS. Sacramento viene portato in processione tutt'intorno alla cappella; la benedizione eucaristica verso i quattro punti cardinali vuole invocare la protezione divina su tutto l'universo, su tutti i figli di Sanza ovunque essi si trovino.
Le funzioni religiose precedono il rientro a Sanza. All'alba la compagnia, con la Madonna nella stipa e sempre a spalla inizia il suo viaggio di ritorno e ripete all'incontrario l'itinerario di dieci giorni prima. Le solite ragazze si alternano nel trasporto della canestra e delle cente.
Nell'ultimo tratto (Noci delle Conche- Verlingieri) è quasi una processione: uomini e donne cantano senza risentire, almeno apparentemente, delle fatiche. A Verlingieri, dove buona parte del popolo rimasto a casa va ad accoglierla, la compagnia praticamente consegna la stipa ai fedeli, che la trasportano fino al Posto della Madonna, una cappella appena fuori dell'abitato di Sanza.
Il Bambino è rimesso al suo posto, alla statua vengono sistemate mani e corone, poi viene collocata su un apposito piedistallo dove per tutto il giorno il popolo le renderà omaggio.
La compagnia riporta la stipa in Chiesa madre: il ramo e le foglie di faggio di cui ognuno si è dotato espandono in paese il "profumo" del Cervato.
Nel pomeriggio tutta la popolazione si reca al Posto e con una lunga e affollata processione trasporta la Madonna nella sua cappella nella Chiesa Madre.

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