Borgo Schirò

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Uploaded by on Nov 24, 2009

Borgo Schirò.
Il borgo fantasma a 10km da Corleone ma posto in territorio di Monreale.
Negli anni Trenta, quando è nato, il regime fascista aveva affidato a questo borgo, come ad altri, lo scopo di favorire la colonizzazione del latifondo siciliano, incoraggiando i contadini a stare vicini alle terre da coltivare. Per questo furono costruite una ventina di case, l'ambulatorio medico, la sala di barba, un negozio di generi alimentari e persino una chiesa con annessa canonica. Per qualche tempo funzionò e Borgo Schirò arrivò a contare qualche centinaio di residenti.
L'Ente per la Riforma Agraria, alla fine degli anni Cinquanta, dopo le lotte per la terra e l'approvazione della legge di riforma agraria, tentò di rilanciarne la funzione, ma la cooperazione forzata e i pochi lotti di appena 4 ettari ciascuno assegnati ai contadini non potevano dare risultati positivi. E fu l'emigrazione di massa, a cui pochi riuscirono a resistere.
A Borgo Schirò i residenti si ridussero sempre più. Negli ultimi tempi - ma siamo già agli inizi degli anni Settanta - rimase solo la famiglia del signor Solazzo, che gestiva l'unico negozio di generi alimentari e tabacchi, dal quale si approvvigionavano i contadini che avevano i loro campi nei dintorni. E la domenica qualcuno andava pure a messa. Poi cominciarono i furti e le rapine, a cui la famiglia Solazzo per qualche tempo cercò di resistere. Infine, mollò e si trasferì a Corleone, accontentandosi di gestire un piccolo negozietto presso il Santuario di Tagliavia. Restò solo il prete, che andava a celebrare la messa ogni domenica sempre a meno fedeli. Fino a quando non è stato costretto pure lui a mollare. Troppo pericoloso stare in canonica, specie dall'imbrunire in poi.
I ladri hanno completamente spogliato la Chiesa, portando via i banchi, le sedie, le statue della Madonna di Lourdes e di San Lorenzo e persino i paramenti sacri. Se hanno risparmiato il tabernacolo con le ostie consacrate è perché - molto prudentemente - don Pino non li lasciava lì, ma li portava sempre con sè.
Da allora Borgo Schirò è un borgo fantasma.

Il Borgo fu dedicato a Giacomo Schirò, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, che:
«Ispirato da alto sentimento di patriottismo e civismo, tenne testa risolutamente ad una turba di sovversivi, che vilmente lo avevano aggredito, profferendo parole di vilipendio al Re e alla Patria. Dopo essersi difeso accanitamente con la baionetta, colpendo anche gli avversari, sopraffatto dal numero e respinto entro la sala gioco, cadde con 53 ferite. Abbandonato a terra , morente, con sforzo supremo si trascinò per la sala e raccolta una bandiera strappata a terra, si avvolgeva in essa.»

Il video è stato realizzato da Clada© il 24 Novembre 2009.

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