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Giustizia per il Darfur

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Uploaded by on Mar 13, 2009

Cha fare davanti a una guerra che provoca un'autentica strage di civili inermi? Il mondo si è spesso interrogato su questi temi senza trovare risposte definitive. A cose fatte è facile dire che si è sbagliato a non fermare i massacri, il genocidio. Il problema è che, a eventi in corso, le soluzioni non sono facili. Interventi militari dall'esterno provocano altri morti e altre distruzioni. Tacere però è la peggiore delle risposte. Per questo la decisione del tribunale dell'Aja di incriminare il capo di stato sudanese Omar Al Bashir per le sofferenze patite dai civili nella regione del Darfur un effetto l'ha avuto: far riaccendere i riflettori su un'emergenza umanitaria quasi dimenticata. Il problema è che dal punto di vista pratico questa decisione non diverrà operativa e intanto le condizioni di vita delle gente, degli abitanti del paese paiono destinata addirittura a peggiorare se non altro perchè le organizzazioni umanitarie sono state invitate o costrette a abbandonare la zona. Il rapimento dei sanitari di Medici Senza Frontiere ne è la controprova. Insomma le contraddizioni sono enormi. Dagli Stati Uniti il Presidente Obama dice che non ci si può permettere di dire "Mai Più" come è accaduto per il Ruanda e poi non far nulla. Anche lui però non ha un programma preciso in mente. Da parte loro i cinesi ( che sostengono il regime e comprano i tre quarti del petrolio sudanese) non si fanno troppi scrupoli e condannano l'incriminazione. Esplorando il Web Scenari ha trovato moltissimi documenti riguardanti le sofferenze della popolazione (per lo più risalenti al 2007), appelli di star di Hollywood come George Clooney, dibattiti riguardanti il senso della incriminazione, la sua opportunità. Ci ha colpito quello che dicono profughi e esiliati che fanno loro l'accorato appello lanciato da Giovanni Paolo Secondo nel 2002: "Non c'è Pace senza Giustizia". Per loro il Tribunale dell'Aja comunque ha dato un messaggio di speranza perchè ha fatto emergere che ci sono dei responsabili, che quello delle vittime non è un destino inevitabile.

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News & Politics

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