#027 - "Alcuni consigli di lettura"

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Uploaded by on Dec 8, 2011

È importante sapere cosa leggere, passare da testi di buona divulgazione a testi specialistici a seconda della propria preparazione specifica o dalla propria volontà di approfondire. Si dice che la lettura è un passatempo, ancora quel "si" che heideggerianamente rimanda ad uniformità e abitudine. Leggere non è facile, non solo e non tanto per lo sforzo cognitivo implicato (anche se linguisti autorevoli come Tullio de Mauro paventano il pericolo di un analfabetismo funzionale nel nostro paese che è ne più ne meno che incapacità di usare il testo scritto interrogandolo, saperlo quindi leggere in modo adeguato...) quanto perchè "l'atto di lettura" richiede una partecipazione emotiva di tipo diverso rispetto a quella imposta da un sistema di produzione e consumo che gioca più sulle sensazioni. Le emozioni hanno una valenza cognitiva, dischiudono uno scenario diverso rispetto a quello immediatamente offerente, percettivo. Le emozioni sono alla luce di un modo diverso di conoscere "la via maestra" verso realtà sempre nuove e diverse, un arricchimento personale che può giocare su almeno due registri; quello un pò "spocchioso" (direi estetizzante) di chi educato ad un certo gusto per le cose belle, ripete una citazione o legge un romanzo di un grande autore. L'altro registro a mio parere più importante è quello conoscitivo, e non si limita ai soli studiosi, ma riguarda tutti! È l'amore per il percorso che ci consente di camminare sempre per tutta la vita, amare sicuramente la "meta", ma non come oggetto presente alla fine del percorso ma come percorso stesso, platonicamente "idea incarnata", idea intuita senza mediazioni sensibili, ma che comunque necessita hegelianamente (o nel pensiero cristiano) della dimensione materiale. La vita è una sfida, saper leggere che è più di un fatto puramente meccanico, richiede un atto "fenomenologicamente inteso" che è esperienza allo stato puro. Diffidiamo di chi ci dice che è importante sapere solo per raggiungere posti di potere: è importante sapere, perchè il sapere è già un modo per curare il "dolore di esistere", non accettazione di un "non senso" che è nelle cose stesse (la vita è senza senso diceva Lucrezio, autore latino, nel De rerum Natura) ma perchè sapendo, noi sappiamo che possiamo "esperire" al più alto grado e vivere una idealità di tipo diverso, non solo il mero "dato percettivo". Poi c'è e rimane comunque l'aspetto più propriamente estetico, più legato al piacere dei sensi, ma qui siamo già nel merito di un'altra questione da integrare a quella conoscitiva, se non per natura ad essa epifenomenicamente connessa (cioè in altri termini non veramente separabile).

PRENDIAMOLA CON FILOSOFIA - di e con Nicola Balice. 27° puntata

MUSIC CREDITS:
"Frannie" - Josh Woodward - http://www.joshwoodward.com/
www.vivaviagaggio.it

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