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La bellezza di Maria, il Tutto nel frammento

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Uploaded by on Dec 24, 2010

Maria è la "tutta bella" perché è la donna, icona del Mistero, che testimonia l'evento di una donazione, in cui il Tutto si offre in un frammento. E' quanto ha detto mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, intervenendo  il 16 dicembre a Roma alla seduta pubblica delle Pontificie Accademie sul tema "L'Assunzione di Maria, segno di consolazione e di sicura speranza".Scopo dell'incontro, che ha visto la presenza del Gruppo "Gen Verde", espressione del Movimento dei Focolari, quello di celebrare il 60° anniversario della proclamazione del Dogma dell'Assunzione di Maria da parte di Papa Pio XII.Mons. Bruno Forte: "Noi veniamo da una stagione culturale di due secoli, quindi una stagione lunga, che ha visto in fondo due antropologie a confronto, due concezioni dell'uomo: un'antropologia dell'identità, quella dove l'uomo è un'identità forte, con la sua ragione, che vorrebbe capire, dominare, trasformare tutto fino a esercitare violenza sulla realtà pur di cambiarla; e un'antropologia della differenza, della solitudine, la condizione post-moderna dopo la crisi dell'ideologia in cui l'uomo sembra annegare nella propria solitudine: la società una folla di solitudini, l'altro uno straniero morale. Dove trovare un nuovo orizzonte di senso? In una visione di totalità che però sia umile, si presenti in un frammento. Ma questo è la bellezza: il tutto nel frammento. E questo è Maria: il tutto di Dio, il Figlio eterno che si è reso presente nel grembo di questa donna, umanissima, concretissima, che proprio per questo è la tutta bella".Maria, però, può anche diventare una figura cardine per rilanciare il dialogo con i non credenti, come spiega il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.Card. Gianfranco Ravasi: "La figura di Maria ha sempre esercitato un fascino anche nella cultura laica. Io vorrei fare riferimento a un testo che è sorprendente per la sua intensità e bellezza ed è di Sartre. Il testo intitolato 'Bariona o il figlio del tuono' è un dramma che egli scrisse mentre era nello Stalag XII di Treviri durante l'oppressione nazista e non potendo celebrare il Natale in altra maniera egli configurò per i credenti che erano presenti questa sorta di rappresentazione sacra centrando tutto sul rapporto tra la madre e il figlio. Il fatto che Maria scopra nell'interno del bambino anche qualche tratto dei suoi lineamenti gli permette da un lato di affermare che Maria trova il bambino come Dio, un piccolo Dio, che però ha qualcosa di se stesso cioè è incarnato, ha qualcosa dell'umano. Questo tema che che unisce trascendenza e immanenza è sicuramente un aspetto che può da un lato esaltare la ricerca teologica - si fermerà sulla maternità divina - ma può esaltare anche tantissimi temi umani come: la femminilità, la maternità, la vita, la tenerezza, il mistero comunque dell'umanità che continua a generare".Durante l'incontro il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone ha consegnato il Premio delle Pontificie Accademie Ecclesiastiche alla "Marian Academy of India" - rappresentata dal suo presidente e fondatore, don Kulandaisamy Rayar, che ha indicato nella figura di Maria un ponte di dialogo...anche in una terra spesso teatro di persecuzioni anticristiane come l'India.Don Kulandaisamy Rayar: "Maria funge da ponte tra le culture: nell'induismo sono presenti le Madri Divine e Maria riveste un posto di rilievo, ma non è una divinità. Per questo a volte la chiamiamo preferibilmente 'sorella', perché ci mette al sicuro dal pericolo di definirla una divinità. E' famosa come discepola di Cristo e come modello di evangelizzazione".Ex aequo il Premio è andato anche al prof. Luìs Alberto Esteves dos Santos Casimiro per la sua dissertazione dottorale dal titolo "l'Annunciazione del Signore nella pittura cinquecentesca portoghese (1500-1550)", che qui ci parla di un'opera che ha particolarmente a cuore: l'Annunciazione di Vasco Fernandes, conservata al museo di Lamego.Prof. Luìs Alberto Esteves dos Santos Casimiro: "L'opera è ricca a tal punto di simboli significativi da diventare un vero e proprio trattato teologico. Vediamo infatti figure dell'Antico Testamento, vediamo le figure di Adamo ed Eva, vediamo dei piccoli oggetti veramente rappresentativi, vediamo ancora una finestra aperta sull'ambiente esterno, e vediamo anche i profeti dell'Antico Testamento. E tutti questi elementi della pittura parlano non solamente del tema dell'Annunciazione ma si evolvono in qualcosa di più grandioso e allo stesso tempo ricco di aspetti che definiscono un vero trattato di teologia che spiega sì l'Antico Testameno ma anche l'annuncio da parte dell'arcangelo Gabriele della venuta del Messia".

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