"Giorgetto" poesia P.Pasquotti sec.parte mus.Mozart and.graz.k331 4,30

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Uploaded by on Jan 22, 2011

Ricavato dalla divisa da soldato del nonno,/aveva un giubbino verde,/ ricordo,il Giorgetto,/ con due file di bottoni sul petto,/...una cartellina di lucido cartone/ per andare a scuola,/ una penna col pennino lucente/ che,prendendo ben la mira/ e lanciando alte urla da indiano,/ infilzava ogni tanto nelle fette della polenta,.../ una gomma, una matita e un quaderno/ e oltre a ciò, era proprietario anche/ di alcune biglie di vetro colorato/ e di una intera squadra di pallone,/ che, ritagliata in tondini/ da un giornale chissà dove trovato,/ in tappetti a corona aveva incastonato,.../e la sua infanzia pareva destinata/ a continuare gaiamente/tra la Via Puiatti e il Foro Boario/ e sui ponti di Sacile,/ osservato dall'alto campanile./
Ma un pomeriggio di maggio,/ come non mai festante/ per il sole brillante/ e il profumo di robinie, biancospini e rose/ che si espandeva da tanti orti e giardini,/mentre vicino al torrione,/ da lui sistemato e sentinella nominato,/ assistevo alla pugna furibonda/ sulla riva viscida e infangata/ dell'assalto a una barca là ormeggiata,/ sentii un grido alto e strano,/ poi un altro ancora più insolito/ e subito mi allarmai/ riconoscendoli non di giochi ma di spavento./ E udendone poi altri e altri ancora/ e nessuno di quelli lanciati dal Giorgetto,/ fui preso da sgomento./
Urlavano tutti infatti proprio il suo nome,/
poichè era caduto in acqua fonda/
e lo vidi poco più in là,/ in mezzo all'onda,/ col suo fare da capitano,/ non molto spaventato ancora,/ tendere più che poteva la mano/ verso il bordo della barca,/ da dove, l'ammutolita banda,/ nella generosa ressa quasi quella rovesciando/ gli tendeva le loro;/ e su e giù poi vidi ancora andare il suo giubbino verde e la sua testa mora,.../ affondare e riaffiorare dall'acqua, / sempre zitto e mai gridando,/però con negli occhi/ il terrore ormai mostrando,.../ E mi sembrò che guardasse me allora il Giorgetto,/ che mi struggevo per l'essere così piccolo e inetto/ da non poterlo aiutare./ Poi,la lunga pertica,/ per tentare di salvarlo,lanciata,/vidi colpirlo in testa/ con la punta chiodata./ Arrovesciò allora gli occhi/ il mio Giorgetto,/ il mio fratellino,/ il mio capitano,/ il mio zietto,/ macchiando del rosso del suo sangue/ la pagina del fiume,.../ e si allontanò per poco ancora galleggiando/ e poi, in esso, scomparendo./ Tutti correvano verso le case urlando/ oltre il piazzale,/ verso ogni luogo dove ci fosse un grande,/ per avvisare di quel gran male/ che là era capitato./ Di lì a poco, i pochi grandi/ che al lavoro non erano,/ da tutte le partii correvano/ formando una sgomenta ressa/ a guardare il bel fiume assassino/ e a consolare i pianti della nonna,/ di tutti i più alti/ e a fermar mia madre/ che in acqua si voleva lanciare./

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