Sidun - scritto e diretto da William Mussini - dedicato a Fabrizio De Andrè

Loading...

Sign in or sign up now!
Alert icon
Upgrade to the latest Flash Player for improved playback performance. Upgrade now or more info.
1,594
Loading...
Alert icon
Sign in or sign up now!
Alert icon

Uploaded by on Jan 3, 2009

Un uomo viene scosso profondamente dalle immagini di terrore e sofferenza trasmesse dal televisore.
Le informazioni visive di morte si sommano nel suo inconscio sino a diventare una ossessione persistente.
Nelle ore successive della sua giornata ascolta ancora gli echi di cronache di guerre e deliri religiosi; quando è a casa, lo sguardo di una bambina vittima dei terroristi Ceceni, provoca in lui un forte senso di vergogna, di impotenza.
La sua piccola rivoluzione damore e rabbia prende forma nelle note di un brano di Fabrizio De Andrè.
Il riscatto del suo dolore si realizza nellascoltare SIDÙN, il brano che parla della distruzione di Sidone, la città Libanese rasa al suolo dalle truppe del generale Sharon. Una nuova speranza in lui prende forma nel pianto struggente; larte e la musica di De Andrè nobilitano ancora una volta luomo, quella parte di umanità che sola merita ancora rispetto.

Sidun, il nome in genovese della città fenicia, prima che libanese, di Sidone. Una delle culle della civiltà e del commercio, distrutta dal generale di guerra, in cerca di nuova veste come statista, Ariel Sharon. Sidone rappresenta per i palestinesi quello che Auschwitz rappresenta per gli ebrei o il Messico per gli Aztechi o il nord America per i nativi americani. Luso di immagini di repertorio su campi di sterminio nazisti non è casuale nellopera di William Mussini, a ricollegarsi alla circostanza che non esistono popoli buoni o eletti. È luomo che deve impegnarsi per evitare il ripetersi di questi eventi, che non sono certo genetici, o meglio lo sono, ma solo in quanto connaturati con le peggiori pulsioni umane. Ma può esistere uno scudo contro le assurdità di questi tempi? (che poi sono le assurdità di ogni tempo). Lautore lo trova nelle parole del poeta Fabrizio De Andrè, nel suo incomprensibile e comunicativo slang genovese e nel suo guardare alla vita per rifiutare lestetica della morte che pure ha una sua poesia e che De Andrè non ha mai nascosto. Sidùn diventa lo schermo per le moderne Sidone, per riconciliare lUomo con luomo, per essere più persone e meno animali. La carrellata circolare finale è emblematica, in questo senso, sulle cuffie, volutamente assurde, del protagonista senza nome, che gli permettono un contatto cheva oltre lattuale, limmediato.
Perchè si può anche cercare di allontanarsi da questo mondo, senza per questo smettere di osservarlo e di coglierne gli atti di migliore, e soggettiva poesia.

Vincitore del primo premio del 4° Reggio Film Festival 2005 sezione FABER dedicata a Fabrizio De Andrè.

Link to this comment:

Share to:
see all

All Comments (0)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
Loading...

Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more