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Fare l?università non deve essere un'impresa! fuori Confindustria e baroni dalle università

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Uploaded by on May 3, 2011

3 maggio: studenti e studentesse napoletani hanno interrotto l'iniziativa "Biotecnologie incontro Università-Impresa", che si teneva presso la nuova facoltà di biotecnologie e la commissione statuto dellUniversità di Napoli Orientale, atta a riscrivere lo statuto dell'ateneo.
La mattinata inizia con un'azione durante l'iniziativa a Biotecnologie.
Al momento dell'apertura dello striscione "fare l'università non deve essere un'impresa", due studentesse hanno preso la parola, sollevando una serie di critiche rispetto ai precedenti interventi.
Denunciamo il tentativo subdolo di mettere a tacere la contestazione portato avanti da quei rappresentanti istituzionali della facoltà presenti in aula: se a parole, infatti, si sono ipocritamente detti aperti al dialogo con gli studenti, nei fatti hanno fatto in modo che l'aula si svuotasse in parte, abbandonandola essi stessi e sollecitando lo stesso atteggiamento da parte della platea.
Probabilmente avrebbero avuto poco da dire rispetto alla messa in evidenza di un progressivo rafforzamento del potere delle imprese nelle nostre università, proprio loro che alle imprese hanno aperto di buon grado la porta principale delle nostre facoltà, proprio loro che le invitano nella più pomposa cornice istituzionale di strutture non attive ma tirate a lucido per l'occasione (poi poco importa che gli studenti continuino a frequentare aule e laboratori fatiscenti...)
Non avrebbero avuto niente da dire neanche rispetto alla crescente influenza che i privati hanno nella distribuzione dei fondi di ricerca e nella sua pianificazione, nell'organizzazione dei tirocini pre-laurea, occasione di lavoro non retribuito, dato in cambio di un apprendimento parcellizzato, spendibile solo presso poche aziende in cui andare a prestare mano d'opera a basso costo all'indomani della laurea.
Denunciamo quindi il vile apparentamento tra professori universitari e imprese, che troveranno sempre la nostra opposizione ferma.
Nel pomeriggio gli studenti si sono recati a palazzo Du Mesnil dove si teneva la seduta della commissione-statuto dell'Orientale.
Ancora una volta abbiamo ribadito che l'unico modo per evitare l'applicazione della riforma sia quello di bloccare l'iter burocratico impedendo alle commissioni di riscrivere gli statuti, recependo le nuove disastrose norme dell'ormai legge.
Ci sembra assurdo che una facoltà che vanta trasparenza e confronto democratico con la platea studentesca, abbia deciso di nominare questa commissione a porte chiuse, escludendo dal dibattito noi studenti. Nonostante, questa volta, anche le rappresentanze studentesche abbiano sollevato determinate contraddizioni, la rettrice, a nome della commissione, ha espresso la propria contrarietà a dare un segnale politico forte di opposizione a questo tipo di logiche, rendendosi quindi complice dello smantellamento dell'università.
La nostra lotta per un'università accessibile a tutti e di qualità non si fermerà.

Student* napoletan*

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