Lo spettacolo Underwork non ha nessuna pretesa informativa sul tema del lavoro precario. Non condanna, non spiega, non dà soluzioni. Fotografa una situazione di incertezza facendo procedere parallelamente due modi narrativi: da una parte c'è la leggerezza del dolce far nulla rappresentata in scena dalle vasche da bagno, dalla musica di Liza Minelli, dalla pioggia di monetine, dal lussuoso fondale di broccato d'oro, dall'altra il vero centro dello spettacolo rappresentato da un recitato scarno ed incisivo. Frasi corte e serrate, supportate da un incipit forte e caratterizzante, una sorta di poesia senza rima né armonia. Ed è in questi testi che gli attori, ritti sulla scena o adagiati mollemente nelle vasche piene d'acqua, enumerano ed accumulano frasi, luoghi comuni, dati, canzoni, ansie, imprecazioni, slogan: tutti i punti di vista possibili.
Cosa c'è da spiegare quando nulla ha più senso
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